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Un tuono in lontananza
fa scendere
l'ultima goccia dolente
appesa sulla fontana
dei ricordi... che ha fatto cadere
un altro mio ricordo
spargendolo sul lavandino
assieme al momento
piccolo
come un brandello
di sabbia
Emanuele Cerullo
La penombra dei miei sogni
Un silenzio
impenetrabile
trafitto
dalla penombra
dei miei
sogni
spacca
il ghiaccio
del vento
sciogliendolo
in brezza,
una Venere,
che corre
con il suo velo
accarezzando
lentamente
la pelle
del mio viso...
Lentamente...
come il Sole
orbitante
intorno
alla galassia
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A GRANDE RICHIESTA, UNA POESIA DI SALVATORE DI GIACOMO:
PIANEFFORTE ‘E NOTTE
Nu pianefforte ‘e notte
Sona lontanamente
E ‘a musica se sente
Pe ll’aria suspirà.
E’ ll’una: dorme ‘o vico
Ncopp’a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tempo fa.
Dio, quanta stelle cielo!
Che luna! E c’aria doce!
Quanto na bella voce
Vurria sentì cantà!
Ma solitario e lento
More ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo o vico
dint’a all’oscurità.
Ll’anema mia surtanto
rummane a sta funesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannose, a penzà.
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Come in tutti i giorni io e i miei amici andiamo "a farci un giro" per il quartiere Scampia... e capitò che passammo per la "Virgilio 4" proprio mentre gli alunni uscivano con il sottofondo della campanella che suonava. I Miei amici si avviarono nei "Sette palazzi", io invece decisi di restarmene fuori scuola a salutare quelli che mi hanno visto in quella seconda vita, chiamata scuola appunto... mentre parlavo con una ragazza, uscì una macchina blu dal cancello principale della scuola, era una prof di cui non ha mai insegnato nella mia classe... mi chiamò: "Emanuele in questi giorni stiamo preparando un progetto per il Coro della scuola, la base già ce l'abbiamo per le parole ho pensato a te" - poi disse - "Ho pensato a te per le poesie bellissime che hai scritto, quindi ti faccio questa proposta per 'l'inno della virgilio quattro' ". Non ci pensai due volte, accettai immediatamente... quando si tratta di creare sono sempre in prima fila, non mi tiro mai indietro; alcuni giorni fa sono andato alla virgilio per una collaborazione al giornale d'istituto, o meglio di quello che diventerà del quartiere, "Scampia, Terra di Pace", abbiamo chiarito per bene la mia posizione nel giornale, risultato: Curatore della rubrica "Chi l'ha Visto?" di cui scriverò "che fine hanno fatto" quelli che sono stati licenziati e poi non si sa appunto che fine hanno fatto... è "un'inchiesta" come amo definirla questa rubrica... poi come collaboratore o meglio "INVIATO SPECIALE" del giornale di cui farò collegamento dalla Virgilio al mio liceo scientifico "Elsa Morante"... poi ho chiesto di parlare con quella prof di cui mi fece la proposta dell'inno... ne abbiamo parlato meglio, la base è quella rap... bello sentire che la base è quella rap... mi viene in mente quando provavo a scrivere canzoni in rima baciata ma non ci riuscivo mai perchè non ne ero ancora in grado... di quelle canzoni che un giorno ho chiamato poesie e ho scoperto che quelle erano delle vere e proprie poesie... poi, fare l'inviato speciale mi da una certa ansia, e sapete perchè????????? NON VORREI INCONTRARE QUEL FARABUTTO DI PAOLINI!!!!! ahahah, SAREI IL PRIMO a dargli i calci nel sedere!.....
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Era il mio nord, il mio sud, il mio ovest, il mio est,
la mia settimana di lavoro e il mio giorno di festa,
il mio meriggio, la mia notte, la mia parola, il mio canto.
Sbagliai a pensare eterno quest'amore - ora so quanto.
Le stelle non servono più: spegnetele una a una;
smontate il sole e imballate la luna;
strappate le selve e scolate tutto il mare.
Nessun piacere potrà mai tornare.
Wystan Hugh Auden, in Un altro tempo
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Abbandonare un frammento della propria seconda vita è una ferita... ma una ferita che ti assicura di andare avanti, che puoi farcela, che puoi volare, il tutto con quella ferita che la scuola ti ha dato, una ferita che è una delle due ali che ti permette di volare. Per descrivere una cosa bisogna prima vederla e contemplarla con i propri occhi, non tanto con la propria immaginazione... m'è capitato di vivere tre anni della mia vita come in una favola, che comincia con un generico “c'era una volta” ed è terminato con un generico “E vissero tutti felici e contenti” con una morale sempre in cambiamento e con significati sempre più innovativi; abbandonarla poi, con un saluto straordinario, ricordare il mio nome vedendo un opuscolo con delle poesie, è un saluto ancora più straordinario... avere una persona che vuole prendere dal mio esempio, considerato da me un “fan” che quando non fa i compiti pensa o fa trionfare la ragione dicendo a se stesso “Voglio diventare come Cerullo”, è una soddisfazione che difficilmente dimenticherò... Valerio, tredici anni, un ragazzo terribilmente tranquillo, sa apparentemente ascoltare i pensieri degli altri e sa parlare in versione di un “sognatore
di futuro”, come me... la prima volta che lo vidi era uno chiuso in se stesso, che pensava quale amico doveva “farsi”... nei tanti giorni dei due progetti di cui hanno arricchito ancora di più la mia mente e fatto conoscere persone straordinarie, l'ho conosciuto meglio: ero il capogruppo assieme ad alcuni dei futuri geni della “SUA CLASSE”, e quando non era attento o non mi ascoltava capiva che non stava andando bene... una volta gli dissi che nel momento in cui riesce a ferire a un altro con i propri pensieri, e l'altro gli risponde con le mani, deve sentirsi un vincitore, deve esultare, deve sentirsi più in alto dell'Everest; sembra strano, ma non mi ha mai fatto dei complimenti, non mi ha mai detto “Cerullo sei grande”, me lo ha dimostrato quando andavo nella sua classe, quando dissi quegli anni quaranta quando mi disse “Ma come hai fatto a dire tutte quelle pagine?”,
ed era felice che la prof.ssa Palma gli dava un'altra chance e lo faceva rientrare nel gruppo...
Valerio trascina ogni organo che sa possedere un Sognatore di Futuro, sa gestirli, sa mantenerli, e quando ultimamente l'ho incontrato, gli ho detto “Ti ricordi quando dicesti: 'Voglio diventare come Cerullo'? E ora? Come stai andando a scuola?” mi rispose con la testa abbassata, che non mi voleva guardare negli occhi perchè già intuiva la mia risposta, “Se vuoi diventare come me devi studiare”, mi rispose con un “LO SO” in modo “sforzato”, che voleva direttamente eliminare ogni sua parola, perchè lui vuole solo pensare, vuole solo sfogarsi, l'ho messo nell'elenco dei sognatori di futuro perchè io ci credo, questa mia riflessione può dargli forza, non dico fino all'esame perchè in tanti hanno cercato di farmi mettere paura, loro, che hanno già “vissuto” l'esame, ma...caro Valerio, fa' come me, seppellisci ogni pensiero che ti danno tutti, seppellisci ogni considerazione che ti da un tuo – seppur migliore – amico, e seppellisci anche i miei pensieri, perchè so che ci sarà qualcun' altra persona che ti spingerà a superare ogni ostacolo...
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Anno 2001: Scrivo i primi componimenti in rima leggendo Roberto Piumini e altri autori di opere per bambini
Anno 2004 (Marzo): Leggevo Tagore, Ungaretti, e approfondivo con curiosità la vita dei letterati "immortali"
Anno 2004 (Novembre): Grazie alla faida di Scampia abbandonavo il modo di poetare in rima per poi scrivere versi di categoria "realista"...
Anno 2005: Raggiungo i 70 componimenti e per un lungo periodo "si consuma" la mia ispirazione
Anno 2006: Scrivo circa 80 componimenti in tutto l'anno... la Virgilio 4 mi considera ormai "Il poeta della scuola"
Anno 2007 (venerdì 26 Gennaio): Nella mia scuola venì Alberta Levi Temin, 87 anni, testimone della Seconda Guerra Mondiale... scrissi una poesia inerente all'argomento, in classe io e la prof.ssa Palma modificammo la poesia correggendola e "abbellendola"... durante l'incontro leggo la poesia... gli applausi.... mi risiedo emozionato al mio posto, e durante la presentazione delle foto decisi di regalargli la poesia... mi strinse la mano e mi ringraziò...
Anno 2007 (lunedì 29 Gennaio): La prof.ssa Casertano (Allora vicepreside della scuola) appena entrai a scuola mi disse che la signora Alberta Levi Temin mi aveva scritto una lettera...alla sesta ora corsi subito in Presidenza, il preside la lesse con assoluto orgoglio, e tutti i quaranta docenti della scuola media mi applaudirono complimentandosi...
Anno 2007 (Febbraio-Aprile): Sentivo nell'aria odore di regalo... la prof.ssa Palma mi disse che dovevano fare un libro con le mie più belle poesie... ero felicissimo
Anno 2007 (lunedì 23 aprile):Nell'occasione della festa del libro, andammo alla libreria "Guida" di via Merliani per la festa del libro e per leggere ognuno i propri temi... vedevo tutti che guardavano i propri temi e li leggevano a bassa voce, ma io non lo possedevo in quell'istante, era un tema a mio parere non favorevole per la premiazione... il Preside fece un discorso sulla scrittura, ed ecco che il mio cuore già batteva a mille... quando fece il mio nome, mi venì in mente l'idea del libro, ma non ci potevo credere che me l'avevano stampato... vidi tante copie del mio libro su di un tavolo della libreria, la prof.ssa Casertano mi disse che ero ospite al "GRIDAS" insieme a Rosario Esposito La Rossa...lessi due poesie: quella della seconda guerra mondiale, una poesia di cui la "Virgilio 4" riuscì a capire delle mie capacità letterarie... dopo aver letto "Per non dimenticare", il preside mi chiese di scegliere una a favore mio... "Scampia"... la lessi con la gola secca, con lo stomaco vuoto, solamente la voce riusciva ad avere forza perchè erano le parole che in quel momento mi davano forza... degli applausi, e fu subito un successo per me... una docente mi abbracciò con gli occhi pieni di lacrime, dicendomi "Troppo bravo...BRAVISSIMO!!!!"
Anno 2007 (Fine del mese Aprile): Tanti complimenti per il libro e... degli autografi: il primo alla mia prof. di educazione fisica, poi a una ragazza (di cui ancora oggi è una mia "fan") della prima C, e al resto della classe di cui tuttoggi ne sono ancora affezionato... complimenti anche da parte di tanti docenti...
Anno 2007 (sabato 5 maggio): A un incontro di "Caffè Letterario" al "GRIDAS" di via monterosa, un manifesto arancione mi diede il benvenuto all'incontro con scritto "Al di là della neve di Rosario Esposito La Rossa, e le poesie di Emanuele Cerullo" . Ero un po' emozionato, anzi, molto emozionato... lessi molte poesie, circa dieci, e quella in cui fu considerata la più bella era "Scampia"... torno a casa pieno di complimenti e di strette di mano
Anno 2007 (sabato 12 maggio 2007): Era previsto... alcuni giorni prima il Preside mi disse che un'attrice de "LA SQUADRA" leggeva una mia poesia... tutta la scuola andò a Piazza Grandi Eventi, io ero quello più ansioso... durante la manifestazione non arrivava mai quel momento, rimasi io, il preside e la vicepreside a vedere la manifestazione e ad aspettare quel momento... ma non arrivò, ce ne andammo, e andandocene donai alcune copie del mio libro al sottosegretario all'interno Ettore Rosato, al Sindaco, al Questore e al Presidente della Provincia... quando mio padre tornò a casa collegò subito la videocamera alla TV, ed ecco che l'attrice de "La Squadra" pronuncia il mio nome e comincia a leggere "Il mio Vivere"...
Anno 2007 (lunedì 14 maggio 2007): Alle otto del mattino stavo già fuori scuola e attendevo solo il suono della campanella... la prof.ssa Casertano stava entrando nella scuola, e mi dice "Emanuele ma ieri hai comprato il giornale?" io gli rispondo con un no preoccupato, lei mi dice "MA TU NON SAI NIENTE? "IL MATTINO" E "LA REPUBBLICA" HANNO PARLATO DI TE!!!!!!"... non potevo crederci... poco dopo il preside con evidente orgoglio portò il giornale nella mia classe...leggere il mio nome e cognome sui giornali mi da sempre entusiasmo e grinta...
Anno 2007 (mercoledì 16 maggio): Rosa Russo Iervolino, Sindaco di Napoli, scrive un articolo parlando di me e facendo commenti a tre delle mie poesie ("Scampia", "Per diventare grande", "Giocano i Bambini") sulla rivista online "Pocket"
Anno 2007 (giovedì 24 maggio): Alcuni giorni prima la prof.ssa Casertano mi diede il "volantino"... presentazioni di due libri, il tema era sempre il solito: Scampia... nella sala dell'antico refettorio di Santa Maria La Nova lessi tre poesie: "Oltre le Vele", "Quiete" e "Sull'ali dorate"... una delle due scrittrici, Pina Varriale, concluse il suo discorso proprio con una mia frase, e anche l'altra scrittrice, Patrizia Rinaldi, concordava con le mie parole... mi arrivò dritta nelle orecchie una domanda... la prima domanda che mi si viene chiesta DA UNA GIORNALISTA, mi disse "Emanuele, ma in quale particolare momento della vita ti sei ispirato dando la metafora del volo?" mi fece la domanda in un modo difficilissimo, tanto che io chiesi un paio di volte di rifarmi la domanda, perchè NON AVEVO SENTITO BENE, IL MICROFONO NON FUNZIONAVA... la giornalista coordinatrice, Donatella Trotta, guardò senza parole la mia prof. come se dicesse "E ora che risponde? L'ha messo in difficoltà..."accesi il microfono, e risposi: "Ma non c'è un particolare momento della vita per la quale mi sono ispirato con la metafora del volo, mi sono sentito in un periodo come un uccello che va a capitare su un lampione sbagliato, un lampione dove la luce fa sforzo ad accendersi... non mi trovo bene su questo lampione e volo via, e capisco che veramente si è liberi." La giornalista mi "rispose" con un sorriso alquanto soddisfatto, la rispondo con un altro mio sorriso pieno di felicità, dell'esser timido.... le presentazioni dei due libri finì, tutti mi riempirono di complimenti, "Vai avanti, non fermarti mai", queste le incitazioni da parte della stragrande maggioranza che mi ha stretto la mano e fatti i complimenti... lasciai le copie del mio libro alle due scrittrici, in cambio del loro libro, dediche e autografi...
Anno 2007 (Maggio-Giugno): Preparo le tesine per l'esame. Collaboro con la rivista online "fuoricentroscampia" del prof. Ernesto Mostardi; le mie poesie sono pubblicate sul mensile del quartiere Scampia "Fuga di Notizie"...
Anno 2007 (Giugno): Esce il secondo numero del giornale d'istituto... dedicano due o tre pagine a me, alla mia vena poetica e un articolo scritto da due alunne della scuola mi fanno commuovere per il loro saluto e le loro parole... ho abbandonato la "Virgilio 4" con il voto massimo di "OTTIMO" all'esame, GLI ANNI TRENTA, da ogni punto di vista, storico, scientifico, tecnologico, artistico...letterario.
Anno 2007 (Luglio): Sulla rivista "MEDINAPOLI" pubblicano "SCAMPIA"
Anno 2007 (Settembre): Sono finite le correzioni per il racconto "Voirudilène", racconto ambientato nella Francia del secondo decennio del Novecento influenzata dal Futurismo francese e dai progressi scientifici e tecnologici
Anno 2007 (Ottobre): La rivista online "Ephemerides" pubblica un mio articolo, "COME SI LEGGE UN GIORNALE";è prevista la mia collaborazione al quindicinale del quartiere "Scampia Terra di Pace" con ruolo di GIORNALISTA ESTERNO... è previsto un nuovo lavoro letterario con il blogger "dark44" e "lisergica";
(NEW!)::::: Mi è stato proposto di scrivere il testo di una canzone che sarà il coro della scuola "Virgilio 4" di Scampia
RIVISTE E LINK PER LA QUALE HO COLLABORATO O COLLABORO:
Ephemerides (http://www.ephemerides.it/)
fuoricentroscampia (www.fuoricentroscampia.it)
Scampia, Terra di Pace (www.virgilio4.it)
YOUSCHOOL - METTI IN RETE LA TUA SCUOLA (www.youschool.it)
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C'era una volta, in un tempo molto lontano, un gabbiamo esploratore che nei momenti del tramonto andava con il suo gruppo di amici sulle spiagge deserte a percepire il mare che li dava una spinta alle ali per volare più in alto e più lontano... capitò in un periodo, che quei gabbiani venivano inseguiti da altri gabbiani più malvagi, e sulle spiagge volevano sempre occupare il posto del gabbiano esploratore, ormai ricco di potenza nelle ali per esplorare nuovi mondi; un giorno, uno dei gabbiani buoni attendeva l'imminente tramonto, ma il Sole si nascose dietro le Nuvole oramai grigie e scure, e su una spiaggia i gabbiani malvagi non si aspettavano di questa tempesta: il giorno dopo il gabbiano esploratore passò per quella spiaggia i cui gabbiani non sembravano più in vita... il gabbiano esploratore, dopo il tramonto del giorno dopo, riuscì ad afferrare con le sue ali tutti i suoi amici e a curarli, mentre il gabbiano malvagio non salvò i propri amici e dopo il tramonto si trasformò in un leone senza alcuna forza, era sconfitto, le ali del gabbiano esploratore erano più forti!
MORALE DELLA FAVOLA:
BISOGNA SEMPRE AIUTARE IL PROSSIMO...
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