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Oggi è il mio onomastico, tra un po' mi vesto e tornerò a scuola. Dico "tornerò" perchè adesso si torna a scuola dopo un periodo effimero di vacanze pasquali... le abbiamo sfruttate al massimo queste vacanze. Sto pensanso alla gente che si accingerà a prestare lo sguardo o la voce per darmi gli auguri. Credo sia evidente ceh io possa percepire i toni riprodotti da ogni "mittente" di questo messaggio di cui fungo solo da destinatore. Un destinatore ch'è mirato da qualcuno, e da chi, ahimè, è preso dall'assoluta strafottenza. Ma c'è anche quella sgualdrina dell'invidia che verrà a darmi gi auguri... poi... la Felicità... bhe, credo che quella possa essere percepita e acquisita in ogni istante... ma basta saperla percepire e bisogna essere cacciatori di mente e di pensiero in quell'istante precisissimo e breve, che noi vogliamo contemplare gli sguardi di una madre, di un padre che ti abbracciano e ti tengono così all'infinito, ti riempiono di affetto... ed è questo il regalo che ognuno riceve al suo onomastico. I gesti. A volte credo che le gesta esprimono significati più ampi delle parole, scritte, dette orali o quel che siano, nei gesti c'è calore ricevuto, c'è tanto amore e "unità" dimostrate appunto in quel gesto. Le parole... quelle sono pur sempre potenti, sono pur sempre immortali e possono anche avere più ampiezza del gesto... ma in un abbraccio le parole esplodono da sole come polvere, un bacio può essere descritto a parole, sì, ma bisogna avere il mestiere del contemplatore per saperlo fare perfettamente... il contemplatore che usa la perfetta visione ricevuta e la scioglie su carta facendone una sorta di flashback...
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| Sant'Emanuele | |
|---|---|
| Martire | |
| Nato | presumibilmente III secolo |
| Morto | presumibilmente III secolo, Sirmio (attuale Mitrovica) |
| Venerato da | Chiesa Cattolica |
| Santuario principale | |
| Ricorrenza | 26 marzo |
| Emblema | Palma |
| Patrono di: | |
Sant'Emanuele visse presumibilmente nel III secolo in Anatolia. Fu martirizzato insieme a Codrato (conosciuto anche come Quadrato) e a Teodosio. Secondo quanto narrato da uno dei sinassari bizantini si narra che i tre santi si dichiararono cristiani dopo essersi presentati di loro spontanea volontà al governatore della provincia. Furono arrestati e decapitati.
L'etimologia del nome deriva dall'ebraico Immanuel, il cui significato è "Dio con noi". Inoltre è il nome con cui Isaia identifica il Messia, e fu perciò utilizzato come appellativo di Gesù.
Oggi Sant' Emanuele Martire. Etimologia: Emanuele = Dio è con noi, dall'ebraico.
Questo gruppo di martiri, riportato nel ‘Martirologio Romano’ al 26 marzo, subì il martirio in Anatolia; ma di essi se ne parlava già nei Sinassari bizantini, chiamandoli genericamente come ‘orientali’ e raggruppati nel seguente ordine: Manuele (Emmanuel nel Martirologio Romano) Codrato (diventato Quadrato sempre nel Martirologio Romano) e Teodosio.
Uno dei Sinassari narra, che spinti dall’esempio e dal coraggio dei cristiani, al cui martirio avevano dovuto assistere, si presentarono spontaneamente al governatore della loro provincia, dichiarandosi cristiani. Vennero così arrestati e messi in prigione e giacché la morte, a quei tempi era una pena troppo lieve, furono prima torturati e alla fine decapitati.
Un altro Menologio, che fra l’altro li commemora distintamente, racconta che Quadrato (Codrato) era vescovo di una sede imprecisata e in un tempo non identificato; fu scacciato dai pagani e minacciato di morte se avesse continuato il suo ministero; il vescovo non li ascoltò e continuò come prima ad esercitare il suo apostolato, visitando e battezzando i prigionieri.
Quando fu scoperto dai persecutori fu arrestato, torturato e decapitato; Manuele e Teodosio non tollerarono tale violenza e pur sapendo di andare incontro a sicura morte, si schierarono con il loro vescovo e si presentarono al governatore per difenderlo, professandosi cristiani e come già detto, subirono anch’essi il martirio, presumibilmente nel III secolo.
Emanuele deriva dall’ebraico Immanuel e significa “Dio con noi”; è anche il nome con cui il profeta Isaia chiama il futuro Messia e per questo fu usato come appellativo di Gesù.
Ringrazio i miei genitori che mi hanno dato questo nome fantastico... grazie!
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PER LE PROSSIME ELEZIONI! ASCOLTATE E...VOTATE!
Grazie a giaciglio per la segnalazione del video ;)
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Il testo della canzone:
In Italia c’è lavoro in qualche punto nero - capita:
ogni volo che finisce sotto a un telo irrita, noi che
qui pure Peppone sa il Vangelo e lo agita, un po’ si
esagita, dopo un po’ si sventola: senti un po’ che
caldo fa… Afa tutto l’anno - più brevemente
“affanno” - non sanno a quale conclusione non
Approderanno. Noi l’Italia siamo e non la stiam
Rappresentando: ciurma! Ai posti di comando!!
Mettiamo al bando i vertici politici con tutti i loro
Complici, amici degli amici di chi ha svuotato i
Conti: incassano tangenti celandosi le fonti e han
Cappucci e cornetti sulle fronti.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
Troppi furbetti nel nostro quartierino e tutti ci
intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette
nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi del
vicino: ragazzi che casino! Senza via di
scampo, chiusi dentro al plastico di quel villino ci è
venuto un crampo, siamo titolari confinati a bordo
campo, ci fan pagare l’acqua più salata dello
shampoo. Boh? Magari mi sbaglio, ma vedo tutti
quanti allo sbaraglio, meglio darci un taglio… Figli
mai usciti dal travaglio: qui da masticare non ci
resta che il bavaglio.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
L’Italia, non lo sai, ha problemi araldici: i baroni
sono pochi e han troppi conti per dei medici. Poi
ha problemi etici, politici, geografici, geologici, ma
i peggio restan quelli genealogici… Visto che la
base del sistema è la clientela e siamo separati
da 6 gradi sì, ma di parentela, maglie di una
ragnatela a forma di stivale, tutti collegati in linea
collaterale come un’unica famiglia in un immenso
psicodramma: sta bravo che altrimenti piange
mamma. Cambio di programma: annulliamo la
rivolta. Abbiamo una famiglia e non dev’essere
coinvolta…
Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in
Televisione… chi c’è andato che delusione! Era
chiuso anche il portone.
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E' del numero di ieri e, in attesa di una copia in formato cartaceo (con fatica, ma la troverò!), vi pubblico qui di seguito l'articolo di Antonella Scutiero, pubblicato su "Il Giornale di Napoli", del numero del 16 marzo, che viene dato in allegato a "IL ROMA" (Con alcune delle mie disperate e curiose ricerche sono riuscito a scaricare la pagina in formato .pdf!!!):
Teatro Sannazaro. Assemblea del "Movimento Società Civile"
Associazioni, adulti e giovani
Insieme per la rinascita di Chiaia
La riscossa della società civile parte da Chiaia e diventa un movimento più ampio, che mira ad abbracciare l’intera città. Ieri l’appuntamento per simpatizzanti, curiosi,ed eventuali attivisti al teatro Sannazaro, a due passi da quella piazza dei Martiri che il 10 novembre dello scorso anno vide partire e sfilare per le strade del quartiere tremila cittadini stanchi dei rifiuti, della sicurezza che non c’è, del degrado, della cattiva politica.
Oggi chi continua a crederci di quei tremila si incontra nel “Movimento società civile”, una società giusta, come si definisce nel manifesto programmatico, che accoglie chi lavora onestamente, chi vuole darsi da fare, chi non tollera più l’illegalità, e lascia invece fuori quanti hanno seduto alla mensa del potere, chi si è incollato alla poltrona, chi si è arricchito con incarichi e consulenze, perché «costoro per noi domani dovranno rimanere tutti disoccupati», esclama Paolo Santanelli, promotore dell’iniziativa insieme a Nino De Nicola e Giuseppe Marasco. Quella di ieri è stata una riunione preliminare, per sondare idee, proposte e valutare la possibilità di creare una lista civica, per «programmare e realizzare insieme le cose che interessano davvero alla cittadinanza», spiega Marasco, a cui fa eco De Nicola, dicendo che la politica tradizionale ha fallito, «quella al governo per 15 anni, e l’opposizione che non è stata in grado di svolgere il suo ruolo». Nella platea ci sono associazioni, come la “Napoli libera” di Ninni De Santis. ci sono esponenti della politica, come il presidente della I municipalità, Fabio Chiosi, il suo vice Maurizio Tesorone, Franco Malvano e l’esponente alleantino Rosario Lopa. E c’è la società civile, adulti, anziani, qualche bambino, e un discreto numero di giovani. C’è anche un quindicenne di Scampia, Emanuele Cerullo, che da grande sogna di fare lo scrittore e il giornalista, e sale sul palco a leggere una sua poesia: parla della realtà difficile della camorra e del suo quartiere, delle utopie e dei discorsi vuoti e astratti; ma parla anche di chi, come lui, crede del cambiamento, nella forza e nella volontà di emergere alle logiche che soffocano la città e impediscono di sperare a chi, invece, ne ha bisogno.
- Antonella Scutiero -
Eh, cari lettori... capirete che gioia vedere un proprio nome e cognoome su un articolo di giornale!
A segnalarmelo è stato l'amico Paolo Santanelli (che ringrazio), tramite email, ieri sera... ma la gioia più grande sarà quella di toccare quel giornale con i miei polpastrelli e indicare il mio nome e cognome, agli altri, con il mio indice.

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Per la prima volta ho messo piede al "Teatro Sannazaro". Un'esperienza incredibile. L'Amico Paolo Santanelli, quando mi ha chiamato, ho subito tirato un sospiro di sollievo, preso il microfono... poi non sapevo cosa fare, ero un po' confuso, sono salito sul palco, mi sono seduto e ho letto "Scampia"... volete sapere l'unica cosa "brutta" di quel momento? E' stata quella della mia videocamera che non si accendeva (Proprio in quel momento!, è sempre funzionata!), così mio fratello mentre cercava di accendere la videocamera, di cambiarvi le pile, ha preso il suo cellulare e, purtroppo, è riuscito a filmare gli ultimi secondi della lettura della mia poesia. Certo, io l'ho sempre detto, quando sto sul palco provo un'emozione veramente indescrivibile. Tanta gente che mi guarda, che mi ascolta... specie se viene chiamato il proprio nome, di una vincita di un premio, di una sorta di citazione o di una semplicissima lettura... sto seduto di fianco a Giuseppe Marasco, uno dei tre promotori dell'iniziativa "Chiaia per Napoli", il microfono nero senza fili è sulla mia mano destra, la mia gola, come sempre, è secca, il mio cuore, come sempre, batte più del normale. Qualcuno mi dice che quando leggo o semplicemente quando mi trovo sul palco devo pensare solo a quello che devo fare, il resto non conta molto. Io questo l'ho fatto, anzi, concentravo gli occhi sul mio opuscolo, ma sottocchi c'era sempre quel pubblico che mi contemplava. Poi, finisco, dico "GRAZIE" con un mio sorriso, Paolo si alza per stringermi la mano, "COMPLIMENTI" - "GRAZIE"... ("grazie"... chissà quante volte l'avrò detta questa parola nel giro di tre ore!) Poi, gli altri interventi, scusatemi se lo dico, ma sono risultati a me personalmente "simpatici"... anzi, sotto uno sfondo politico e sociale... un ingegniere, un avvocato, un giornalista, il direttore di una rivista... e un architetto... incredibile... quest'ultimo mi è apparso personalmente una persona molto "grintosa"
Non si arrendeva! Dopo il suo intervento continuava ad opporsi a quelli degli altri (!), urlava senza microfono, "protestava"... e la cosa che più mi ha fatto onore è stata quella che, alla conclusione dell'incontro per la presentazione ufficiale del "Movimento Società Civile" l'architetto è venuto a darmi dei complimenti e degli "In bocca al lupo"... tantissimi complimenti (La cui risposta era un mio timido grazie), tantissimi auguri (La cui risposta era un mio timido grazie), tantissimi "in bocca al lupo" (La cui risposta era, com'è ovvio, un mio CREPI). Eccovi il video, 39 secondi, dispiace a tutti, soprattutto a me, che quella maledetta videocamera non si è accesa proprio in quel momento... però, godetevi l'applauso
.
Mi piace questo movimento. Le loro intenzioni, i loro scopi... non ignorare quello che la vera società mostra. L'emergenza rifiuti e altri problemi sociali non vanno assolutamente ignorati. Anzi bisogna prendere l'evidenziatore, marcare il più possibile questi problemi, tanto da cancellarli.
ECCOVI LA POESIA CHE HO LETTO STAMATTINA AL "TEATRO SANNAZARO" DI VIA CHIAIA, A NAPOLI:
Emanuele Cerullo
Questa poesia fu pubblicata per la prima volta sul giornale "A testa alta", poi dopo alcuni mesi la mia ex scuola pubblicò questo opuscolo contenente appunto anche questa poesia, poi è stata pubblicata anche su Fuga di Notizie, che è il mensile ufficiale del quartiere Scampia, e fuoricentroscampia, quindicianel online diretto dal prof. Ernesto Mostardi. Ed è stata anche letta al "Teatro Sannazaro"... e su questo ci tengo a ringraziare Paolo Santanelli anche perchè, se non era per lui, oggi non avevo letto nessuna poesia. Grazie ancora.
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Nel Bosco c'è un uccello, il suo canto vi ferma
e vi fa arrossire.
C'è un orologio che non suona.
C'è un acquitrino con un nido di bestie bianche.
C'è una cattedrale che scende e un lago che sale.
C'è una piccola carrozza abbandonata nel bosco
ceduo, o che scende per il sentiero correndo,
infiocchettata.
C'è una compagnia di piccoli attori in costume
intravisti sulla strada attraverso le prime piante
del bosco.
C'è infine, quando si ha fame e si ha sete,
qualcuno per scacciarvi.
Arthur Rimbaud (1851-1891)
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All we are:
Apologize:
Come Home:
Dreamin out loud:
Goodbye, Apathy:
Mercy:
Say (All I Need):
Sleep:
Someone on save to you:
Stop and stare:
Too Easy:
Tyrant:
All fall down:
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