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E’ da un bel po’ di tempo che non scrivo, forse perché sto leggendo poco, o perché mi sto dedicando alla scuola, ai compiti e alle uscite con amici e amiche del liceo. I motivi sono più o meno questi. Alcuni si sono “preoccupati” per la mia assenza, sia sul blog (che non veniva aggiornato), sia sul famosissimo Msn, un software che è, a mio parere, la “Piazza virtuale” dei Giovani. Nonostante questo, però, ho ancora delle idee, che, anche se molto lentamente, si stanno sciogliendo su carta. Alcuni giorni fa sono stato eletto rappresentante di classe, e su questo mi ci voglio soffermare: conosco (e ho conosciuto) alcuni rappresentanti che non meritano di essere considerati tali. Il tutto viene approfondito su una riflessione che ho fatto, mediante il Ruolo, l’Azione e, quindi, il nostro Valore. C’è chi dà importanza al suo Essere, ma non al suo Fare, e credo che bisogna fare l’esatto contrario: l’importante non è chi sei, ma anzitutto cosa fai, e attraverso quel nostro gesto interviene quindi il fuoco del Valore che arde sul nostro essere, e quindi sulla nostra identità. Chiusa questa parentesi intendo dire che essendo diventato Rappresentante di Classe, non mi vanto di questo ruolo anzi voglio subito chiarire su quello che faccio, e non su quello che sono. Un individuo viene promosso a un certo Ruolo da persone che lo comprendono e che lo “seguono”, ma dopo un po’ di tempo queste persone capiranno che avevano frainteso, che non era lui la persona giusta (si fa riferimento a tante persone, tiranni che comandano sulla nostra società, ma non solo quelli). Pertanto, io Rappresento, non Coordino. Nella mia scuola mancano alcuni prof: un mio amico di classe, ha chiesto alla prof come mai, ancora a ottobre, ci mancano dei prof, e ha avuto la seguente risposta, che mi ha fatto uscire sul viso un ennesimo sorriso forzato: “Eh, purtroppo stiamo scalando le graduatorie ma… ragazzi, nessuno vuole venire a Scampia”. Avere paura di venire a Scampia, quasi come se fosse Baghdad o il Bronx, paura della Scampia espressa in Gomorra, paura della Scampia espressa nei giornali di cronaca e nei telegiornali regionali e spesso anche quelli nazionali. Avere paura di Scampia solo perché se ne parla male, avere paura per le cose che hai sentito, ma che non hai visto. Resterò sempre del parere che Scampia è un mondo a parte, che Scampia non è quella in un film, né in un libro, né nelle poesie di un giovane ragazzo… Scampia è un mondo da vivere coi propri occhi, un’esperienza da comunicare attraverso una propria arte, invece di farsi intrappolare come ignoranti dal primo che passa, che ti dice “Guarda, quella è una persona antipatica, non rivolgergli mai la parola”, ma io non ci credo, e conoscendo quella persona me ne accorgo che poi non è tanto antipatica, anzi ha qualcosa che la rende Unica. A quel punto penso che chi l’ha definita antipatica è una persona invidiosa. Ebbene, è ora che Scampia venga invidiata dai perbenisti e dagli intellettuali che leggono sempre tutti i giornali e seguono tutte le notizie. E’ ora che il Mondo venga salvato da noi Giovani, che siamo il futuro dell’ambiente che ci circonda. Un ambiente già rovinato ma che è facilmente curabile col cerotto della Speranza e dalla voglia di riscattarsi… facciamoci sentire, prima che sia troppo tardi, prima che il Muro dell’Indifferenza si fa ancora più duro e ci sarà quindi bisogno di molte altre voci oneste per abbatterlo.
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