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31/01/2009

Anche questa notte
si tuffa
nella mia Malinconia.
Vedo le stelle
lacrimare,
la Luna di Cenere,
il Cielo
che si piega
e s'incupa
sul corpo
di questo Universo finito
del mio Essere
infinito.

Emanuele Cerullo.

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27/01/2009
Per non dimenticare
 
 
La combustione di corpi dispersi nell’aria,
la mano materna strappata da quella del figlio,
un uomo feroce che con forza separa quelle vite.
 
E noi… possiamo poggiare la nuca sul cuscino,
possiamo pensare a domani,
per noi… il futuro è l’amico devoto.
 
E il passato? E quel che è accaduto?
Stiamo scavando la fossa per seppellirlo!
 
Non dobbiamo restare inermi
perché quel che è stato non accada mai più.
 
 
 
 
*
Dedicata alla signora Alberta Levi Temin, che ha assistito agli orrori della Seconda Guerra Mondiale.
Questa poesia è il mio regalo per lei.
 Emanuele Cerullo
 

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26/01/2009

Grande giornata. Due compiti in cinque ore. Nelle prime due ore abbiamo fatto matematica, espressioni coi prodotti notevoli. Nelle ultime tre, invece, italiano, un tema. Tra le tre tracce dettate dalla prof, ho scelto quella dell'amicizia, che era un brano di una decina di righe, una citazione del Piccolo Principe di Saint-Exupery, del dialogo tra la volpe e il ragazzino e poi mi si chiedeva di esprimere una riflessione sull'amicizia. L'ho scritto in brutta e poi ricopiato in bella nell'ultima mezz'ora. La bella l'ho consegnata, la brutta, invece, ce l'ho qua, e l'ho digitata al pc decidendo di metterla sul blog.

E' facile pronunciare la parola "Amicizia", ed è ancora più facile dimostrarla, rispettarla. L?Ambiente che ci circona è una foresta, e essendo curiosi iniziamo a esplorarne ogni minimo particolare, una volpa fa da viandante, la contempliamo, cerchiamo di accostarci ad essa, ma scappa. In un lungo periodo siamo soli, abbiamo la sensazione che nessuno ha voglia di condividere. Parlare dell'amicizia non è molto facile: la si puà esprimere con riflessioni metaforiche o con esperienze personali. E' un fiore sul prato della vita che non va mai calpestato, è senso di condivisione, voglia di esserci, di vedersi porgere la mano quando si è a terra, sull'asfalto della Delusione, del Dolore. Un amico o un'amica riescono a farti alzare e spesso non te ne accorgi, trovano sempre qualche soluzione, sono pronti a dare di tutto pur di farti tornare il sorriso. Credo che l'amicizia si basa soprattutto sulla fiducia e sulla condivisione: due cellule unite, formate da atomi di gesti*. Produciamo gesti di amicizia spesso involontari, spontanei, da altruisti, e con questo dimostriamo una certa amicizia. Il mio rapporto di amicizia con gli altri lo definisco in equilibrio, perchè all'inizio pretendevo che la volpe si accostasse a me, e solo se facevo questo festo dimostravo di esserci anch'io. Nei confronti dell'amicizia, quindi, mi comportavo in modo introverso; ora, invece, l'esatto contrario. Prima volevo solo comprendere, ora invece comprendo e mi faccio comprendere, osservando il modo di agire dell'amico e usando un comportamente addatto al suo. Ora sono un ragazzo molto più estroverso, con le persone faccio amicizia molto più facilmente rispetto a qualche anno fa, e questo, econdo me, comporta anche una crescita "sociale" e psicologica, e quindi mi avvicino più facilmente alla folpe, la guardo negli occhi e inizio a far subito qualcosa per lei, un qualcosa che verrà presto ricambiato. Trascorreremo la nostra vita passeggiando con delle volpi che ci inganneranno, anche se le abbiamo addomesticate bene, altre invece, saranno pronte a ridere e a piangere con noi, proprio come un Vero Amico.

*Mentre scrivevo il tema, ho chiesto alla prof: "Professore', scusate, ma l'atomo fa parte della cellula?": subito dopo questa domanda la classe intera è scoppiata a ridere, qualcuno mi ha anche chiesto "Ma cosa c'entra l'atomo?". Magari la prof potrà pure penalizzarmi per la metafora eccessiva (come la prof dell'anno scorso che mi disse "Hai un linguaggio troppo sofisticato"), ma il mio modo di esprimermi su carta è questo. Abituatevi a questo stile "sofisticato" per un quindicenne che, secondo loro, tenta invano (ed è questo che non capiscono, perchè lo faccio veramente con tutta la spontaneità possibile) di usare un linguaggio eccessivo per lui. Ad ogni modo, cercherò di essere più "elementare" e "semplice".

Il 31 si chiuderà il primo quadrimestre, sono ansioso di scoprire i miei voti, nel pagellino avevo un solo quattro in matematica, che spero di recuperare presto (mi sto impegnando). Vi aggiornerò sui voti. Intanto, mi preparo per il terzo compito della settimana, che si farà domani: Versione di Latino sulle prime tre declinazioni. Per concludere e restare in tema, vi lascio con un proverbio latino molto comune che mi ripeto nella mente almeno una volta al giorno. CARPE DIEM.

25/01/2009
Si sta per chiudere il primo quadrimestre. Sul mio account di Facebook ho scritto: "Emanuele tenta il suicidio per i compiti di matematica e italiano di lunedi e quello di latino di martedì". Al pagellino ho un solo quattro in matematica, migliore rispetto all'anno scorso, visto che avevo tre quattro in matematica, latino e italiano. Mi preparo per il compito di domani. Non sapevo che il mio blog fosse visitato anche dai prof del mio liceo: in quest'anno scolastico sto avendo un rapporto migliore con loro rispetto all'anno scorso, addirittura la prof di storia mi ha dato il soprannome di John Wayne per il mio modo di camminare, e anche la prof di matematica ha voluto commentare su questo soprannome: "John Wayne, con una sola pistola, ammazza due indiani. Cerullo, con una sola parola, dice due stronzate". Sono una persona che ama moltissimo scherzare e questo rapporto coi professori mi piace. Certo, la mia prof di matematica non ha tutti i torti, visto che l'anno scorso mi bloccavo quando mi si chiedeva qualche scioglilingua di prodotto notevole. Ultimamente ho preso 5 all'interrogazione di Epica, ho fatto molta confusione tra i personaggi e soprattutto mentre spiegavo la trama dell'Illiade. Per quanto riguarda i miei hobbies, con la scrittura sto a zero, o comunque sto scrivendo pochissimo (grazie alla scuola!), ma di idee ne ho tantissime, il "problema" è metterle su carta, visto che l'ispirazione è fuggente, effimera: devo finire il thriller che ho iniziato a luglio dell'anno scorso, iniziare un noir che riprende lo stile "Donne informate sui fatti" di Fruttero, e poi dedicarmi a una storia interamente su Scampia. Ora vi lascio, vado a esercitarmi per domani. Buon inizio settimana a tutti!

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