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28/10/2009

In Napoli-Milan c'è stato tutto: il perfezionismo e la presunzione dei milanisti, che da "Diavoli" vogliono il "tutto è subito"; e c'è stata l'astuzia e l'imprevedibilità di noi napoletani, che da "asini" alziamo le nostre zampe per fregare all'ultimo istante chi è convinto di dare ferite profonde: pura illusione. Anzi, la ferita Profonda l'abbiamo data noi a loro. Forza Napoli e Buona Notte!

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22/10/2009

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13/10/2009

- Perchè non riesco a vedere le stelle? -
- perchè il cielo è nuvoloso - gli risponde.
- E Perchè il cielo è nuvoloso? -
- perchè le illusioni ti impediscono di vedere i desideri-
Si alza dal marciapiede, osservando l'asfalto che sembra freddo quanto lei
- Quando li potrò vedere?
Si alza anche lui, mettendole una mano sulla spalla,
- quando ritroverai te stessa - . Uno sguardo intenso, Un abbraccio: quelle parole avevano pulito il cielo e la Luna era Piena, grazie ai raggi solari soffiati da una forza che tutti chiamano Amicizia.

Emanuele Cerullo

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11/10/2009
Emanuele Cerullo a Domenica in

E' stata una giornata indimenticabile. Molte volte, quando viaggiavo, mi annoiavo di vedere - seppure distrattamente - lo stesso asfalto, lo stesso cielo.  L'ultimo, invece, è stato un viaggio particolare: quell'asfalto era attratto dai miei occhi, con la voglia di divorarlo, saziarmi perfino dei pensieri viandanti e esternare il tutto in un momento che tanto attendevo; anche quel cielo era attratto dai miei occhi, perchè volevo inglobarlo nella mia mente e pulire le nubi con gli altri pensieri, che avevano l'attesa come unico e invisibile ingrediente. Poi quel momento è arrivato. Ho stretto la mano a Ugo Porcelli, uno degli autori del programma, intanto mi attaccano il microfono alla cravatta, mi truccano e, mentre sta per iniziare il programma, dico, proprio a Porcelli: "Desidero dare una copia del mio opuscolo al Signor Baudo". Subito mi porta dal conduttore. Mi trovo in un corridoio fatto di tante stanze, una piena di televisioni e sintetizzatori, un'altra piena di costumi... mentre le osservo una per una mi trovo di fronte uno dei simboli della TV e dello spettacolo, l'icona del festival di sanremo, che esclama "Poeta!" appena Ugo gli dice, quasi a bassa voce, "è lui". "Ma che piacere!" mi fa, stringendomi la mano, "E' un onore", gli rispondo, mentre mi abbraccia. Gli do la copia dell'opuscolo, legge la dedica: "Mamma mia... Grazie!", e mi riabbraccia. Vado verso lo studio, il momento sta per arrivare, "Sono emozionatissimo, sono teso" dico all'autore del programma. "Non ti preoccupare, guardalo negli occhi, saprà farti sentire a tuo agio, vedrai. Stai tranquillo!". Il resto è stato TV per tutti voi, ma Esperienza per me: un'esperienza unica e fantastica. Poi arriva Vecchioni, colui che conosce i poeti "che spostano i fiumi con il pensiero". Dopo il suo intervento vado a stringergli la mano, e mi dice: "Non si è piccoli nè tantomento grandi poeti, si è poeti e basta!". Oggi mi sono visto in televisione: ma chi è? Io, sono io. Sono e sarò sempre io: una definizione? Un nome? EMANUELE

io

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09/10/2009
Domani non sarà un giorno come tanti. L'emozione, la commozione, la voglia di far trascorrere in fretta queste ore... tutto ruota attorno a questa mia attesa, che riempio con il mio sorriso e con la voce del mio silenzio, ormai presente in molti periodi della giornata. Può l'attesa fecondare il silenzio? In questo caso sì. Ma il silenzio, con la sua voce, cosa fa nascere? Ci penserò domani. Buonanotte.

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06/10/2009
Lasciami morire tra le tue braccia,
Vivere dei tuoi baci,
illudermi del Plenilunio degli occhi tuoi.
Anche questa vita sta finendo ora.
Donamene un'altra ancora,
non ne basteranno mille
per consumare questa notte.
E quando ella non ci sarà più,
dammi la luce del giorno
coi tuoi occhi fatti di sole,
e creami con quei raggi,
acqua sgorgante dal tuo cuore.


Emanuele Cerullo

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