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28/11/2009

Non è casuale il titolo di questo post, anzi è molto simbolico. Queste tre parole sono le stesse che Eminem usava come prima track dei suoi primi lavori discografici. Che tra l'altro non era neppure una canzone, ma un vero e proprio discorso di Paul Rosenberg, suo manager, che annuncia, appunto, l'entrata in scena del rapper. Adesso passiamo al motivo per la quale ho scelto questo titolo, ve lo spiego subito: subito, perchè sono entusiasta al solo pensiero di scriverlo sul mio blog, e comunicarlo agli altri.

L'11 Dicembre, smetterò di definire "opuscolo” quelle pagine apprezzate dal sindaco di Napoli, quei versi profondi che tanto sono piaciuti a Pippo Baudo, da ospitarmi perfino a Domenica in; quelle poesie pubblicate sui più importanti quotidiani nazionali, quelle poesie di quell'opuscolo che hanno fatto sì che la stampa mi definisse poeta di Scampia. Quell'opuscolo stampato dalla mia scuola media, visto con gli occhi dell'autore tredicenne ancora emozionato e timido, quell'opuscolo che ha fatto dire alla stampa che è stata un'opera inedita di successo, con oltre cinque mila copie consumate in sette mesi.

Quell’opuscolo che, insieme agli altri scritti, venne afferrato tra le mani della canadese Marisa Datri, portato all’Università di Toronto e consegnati a Roberto Saviano, il quale spalancò gli occhi dallo stupore appena Marisa gli disse che aveva delle cose per lui da un ragazzo di Scampia.

Insomma, quell'opuscolo non sarà più un opuscolo.

Quell'opuscolo diventerà un libro. Edito, per giunta. Edito da una casa editrice che debutterà proprio con la mia opera. Quindi, ho pubblicato il mio primo libro. E già sto fissando le prime presentazioni.

La prima in assoluto sarà qua a Napoli, precisamente nella Sala Consiliare del comune di Sa Giuseppe Vesuviano, situato in Piazza Elena D'Aosta. Inizierò alle 17, ma arriverò sicuramente in anticipo, non solo per questione di correttezza ma anche per la tensione, un pò come quando mi preparo bene per l'interrogazione del giorno dopo, e il giorno dopo alle sei sto già sveglio, anche se si entra alle otto.

Poi sto pianificando una presentazione a Scampia: non posso non farla nel mio quartiere. Poi altre presentazioni in Campania e, molto probabilmente, in varie parti del paese. L'11 dicembre verrò anche premiato.

In questo periodo ho perso molte persone: ho sempre pensato che avessero un buon senso di condivisione ma soprattutto una amicizia sincera nei miei confronti, ma grazie a loro sto capendo che ne sono davvero molti a mostrarsi altruisti e sparlare di te appena volgono le spalle. Ma non importa, inviterò anche loro, e anche a loro, a Natale, regalerò il mio libro.

Per quanto riguarda i miei lettori, so che mi leggete, i commenti non sono fondamentali, anzi, come ho sempre detto, l'importante è condividere, anche se bisogna dimostrare di saper condividere. Ad ogni modo, voglio condividere con tutti voi questo e gli altri momenti che verranno; sto cercando, da anni, di dare voce a chi in questo quartiere una voce non ce l'ha. Quello che sono riuscito a fare fino ad oggi, per il mio quartiere, è contenuto nel libro. Sta agli altri colorarlo. D’altronde, come disse Giulio Cesare, ALEA IACTA EST!

E Sarò curioso di vivere ancora, sia questa che altre esperienze, visto che la vita è fatta anche di questo.

 

Grazie a tutti,

amici e nemici compresi.

 

Incontro con Emanuele Cerullo - Terza edizione Festival del Libro e della scrittura (San Giuseppe Vesuviano, Napoli)

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16/11/2009
plateaIl sipario si sta per aprire, ma quanto tempo ci vorrà per accendere le luci? Lo so: non saranno tanto forti da illuminare il protagonista che si mostrerà alla platea, è opaco, lo intuisco... cercherò di far splendere quelle luci ancora di più, e se non dovesse accadere, mi preparo per far chiudere il sipario. Ma prima di farlo, è mio dovere fare un inchino, e se decidessero di non applaudirmi, mi accontenterò di afferrare quel silenzio e nutrirmi di esso, ad occhi chiusii: una volta aperti, se la platea non c'è, quella era la mia oscurità sul palco; se essa c'è ancora, il sipario rimane aperto, anche se lo stomaco sarà pieno, non di silenzio, ma di illusione.

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09/11/2009
Come promesso, una poesia per Alda Merini

O voce del silenzio,
o voce vitale,

invano
mi afferrerò
coi concetti
sul muro delle
tue parole,
trafiggendo sillabe
nel cemento,
cadrò.

Proverò a rialzarmi
e arrampicarmi
ancora una volta,

sparare consonanti,
tossìre vocali,

non mi resterà
che sfiorare
con la mia mano,
mamma di poesie,
la vita
che hai saputo
scrivere
e innalzare,

sparerò consonanti,
tossirò altre vocali:

non concretizzerò mai
l'astratto
da te creato.

Emanuele Cerullo

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07/11/2009

La storia degli uomini è costellata di "eroi", persone che si sono distinte per le loro imprese e che costituiscono modelli di riferimento da imitare. Chi consideri oggi un eroe? E Perchè?


Jim Morrison diceva "L'eroe non è colui che non cade mai, ma è colui che una volta caduto trova il coraggio di rialzarsi". Ho sempre seguìto questo pensiero, perchè evidenzia l'idea che ognuno può sentirsi un eroe, rialzandosi ogni volta che la vita lo mette in ginocchio con il dolore, con le delusioni, con le illusioni... di conseguenza, sono del parere che gli eroi siamo noi stessi, perchè, nell'agire, non ha senso imitare chi certamente non è come noi. poi c'è chi crede che sia giusto imitare un eroe perchè lo vede simile a lui, nel suo essere, nella sua tenacia... perchè un eroe deve essere sempre tenace, e se noi volessimo rispondere con la sua stessa tenacia, di sicuro non ci riusciremmo.

L'eroe è colui che porta un certo cambiamento alle cose; nel modo in cui egli le cambia può anche ispirarsi al proprio eroe di riferimento, cosa che gli può arricchire a tal punto da sembrare di avere due personalità: quella in cui sei tu a trovare il tuo nome, e quella in cui è il tuo nome a trovare te; quella in cui sei testardo, stabile sulle tue idee e diverso dalla massa, ma può venirti in mente che d'altronde, in passato, già c'è stato qualcuno che ha osservato la massa con una certa distanza, e qui rientra l'altro essere di noi.

Spesso sono alla ricerca di eroi se in quello che mi circonda non agiscono da eroi, se l'aria che mi circonda è esistita in un luogo fatto di eroi. C'è Maradona, che è riuscito a riscattare se stesso e il degrado del suo luogo, e ora è diventato il più grande calciatore di sempre: grazie a lui ho capito che in un deserto possono nascere fiori; c'è san Francesco d'Assisi, santo di cui sono molto devoto, che pur facendo parte di una famiglia ricca ha voluto spogliarsi della sua ricchezza economica e vestirsi con quella interiore: grazie a lui ho capito proprio questo, che nella vita non conta la ricchezza economica, ma quella interiore, pensiero che mi ripeto ogni giorno, ormai. C'è Martin Luther King, c'è madre Teresa di Calcutta, che mi hanno fatto capire che anche la diversità è una ricchezza; c'è De Andrè, che ha trasportato la sua società in musica e poesia, facendomi capire che la musica è poesia, stessa cosa che mi ha insegnato Eminem: mettere in poesia la società, dipingere con colori vivaci quello che gli altri hanno fatto di opaco; c'è Falcone, c'è Borsellino, che mi hanno fatto capire che il silenzio nato dall'indifferenza è mafioso, e che la realtà va vista con gli occhi e non sentita. Questi insegnamenti sono diventati pensieri che fanno parte della mia mente, sono diventati consigli che do agli amici e ai nemici. Forse, il lettore potrà rendersi conto che sono stato contraddittorio, ma non è v ero: prima, a scrivere quelle cose, non sono stato io, ma l'altro me stesso.

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06/11/2009

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03/11/2009
Salerno - È tutto pronto per il taglio del nastro ufficiale della Decima Edizione di Exposcuola, il Salone del confronto tra le proposte formative dell'Europa e del Mediterraneo, previsto per domattina alle 10.00 al Campus UNISA di Baronissi. Alla cerimonia di apertura prenderanno parte, come tradizione, autorità civili, militari e religiose. Contemporaneamente alla cerimonia esterna, vivacizzata dalla partecipazione di oltre mille studenti, prenderà il via l'intenso programma dell'Area Eventi, che sarà inaugurato da una lezione sul tema Spazi urbani e qualità della vita: dialoghi di architettura e ambiente. Spazio poi ai Teatri della Legalità, alla Staffetta di Scrittura Creativa e all'assegnazione dei Premi Internazionali Exposcuola 2009.
Ma il taglio del nastro avvia ufficialmente tutte le attività che animeranno il Village di Baronissi: laboratori, exhibit, conferenze, lezioni magistrali, percorsi di formazione per gli educatori, concorsi. 8 aree tematiche con un unico filo conduttore: la TERRA. Sarà questo il tema guida dell'edizione 2009, scelto per raccogliere l'eredità del lancio ufficiale dalla sede Unesco di Parigi dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra, che si concluderà nel prossimo mese di dicembre. Ecco il programma dettagliato dell'Area Eventi di domani: 9.30 - 11.00 Spazi urbani e qualità della vita: dialoghi di architettura e ambiente, con Angelo Caruso di Spaccaforno, direttore Centro Studi Polis Maker – Milano; Pier Luigi Maffei, professore ordinario di Architettura Tecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Pisa; Paola Rizzi, docente di Analisi Progettazione Urbana Università degli Studi di Sassari e Direttore Laboratorio sulla Città Diver's city; Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania; Anna Savarese, Presidente dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari; Francesco Langella, esperto progettazione partecipata Parco Scolastico del Mezzogiorno; Siano Ecosostenibile – Sviluppo sostenibile.
Conferimento Premio Internazionale per la Scienza 2009
11.15-12.45 Dal progetto Scuole Aperte $– Regione Campania, Assessorato all'Istruzione Formazione e Lavoro – I Teatri della Legalità presentano lo spettacolo "La Ferita", di Mario Gelardi e Giuseppe Miale. Con la partecipazione di: Corrado Gabriele, Assessore all'Istruzione Formazione e Lavoro della Regione Campania; Gruppo di lavoro Scuole Aperte: Leandro Limoccia, responsabile Legalità, Pina di Guida, responsabile Volontariato, Rosalba Di Girolamo, responsabile Teatro. 13.00-14.00 Presentazione della pubblicazione Ragazzi … scegliamo la vita con la partecipazione dell'Autore, Anna Maria Caso, Direttore Automobile Club Salerno, Polizia di Stato e Carabinieri.
14.15-15.45 Festa della Staffetta di Scrittura Creativa, con Pino Pace, Gerardo Leo e la partecipazione straordinaria di Emanuele Cerullo, poeta esordiente di Scampia (Na). Lancio della Staffetta 2010 e proiezione del cartone animato "Fritz von Hoberausen Viaggio in Italia" prodotto da uno dei Raccontiadiecimilamani in collaborazione con la Circoscrizione 1 e il Museo Nazionale del Cinema di Torino e presentazione del Concorso "Parole in giallo" di Edizione Simone e Aussie Associazione Onlus. In chiusura lo spettacolo Cabaret FLIC di FLIC Scuola di Circo della Reale Società Ginnastica di Torino. Nel corso della Festa della Staffetta, Marcello Di Manna si esibirà nella performance "Musiche e poesia, sintesi di emozioni condivise nel tempo" dal CD Rose e Viole.
16.00-17.30 La Storia al computer: tutta un'altra Storia!!! Incontro/lezione con Vittorio Scarano, professore associato Dipartimento di Informatica e Applicazioni "R.M. Capocelli" - Università degli Studi di Salerno. Conferimento Premio Internazionale per la Scienza 2009 A seguire Concerto dei Cosmorama

Fonte : comunicato stampa
 

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02/11/2009
Alda è morta, pensateci bene: leggetela, capirete la vita come una casa blindata vista da fuori, crivellata di proiettili fatti di poesia, la sua. E vi limitate a chiamarla Malattia Mentale: è poesia.
Un mesetto fa, mentre rileggevo con ammirazione "Goccia nuda" - tra le mie preferite della Merini -, mi è venuta un'idea, passata per la mia mente come una cometa: ho fuso follemente il rap con la poesia della Merini. Cosa c'entra? Vi chiedereste. Per me, c'entra eccome: quale migliore canzone di "Ti regalerò una rosa" può rispecchiarla? E ora che è morta, questo vero e proprio desiderio cresce ancora di più. E spero tanto che si realizzi. Ho scritto delle cose per lei, su carta, appena le digito al pc le renderò pubbliche. Vado a dormire, ma prima di mostrare le piene palpebre al cielo, leggerò le parole della buonanotte, provenienti dal cuore della poetessa dell'alba del terzo millennio.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda_merini

01/11/2009
Aveva preferito passare l'ultimo giorno di ottobre senza la compagnia degli amici, senza andare da casa in casa a chiedere il solito "dolcetto o scherzetto?". Eppure era già mascherato da succhiasangue, pronto per trovare il sangue adatto per rinforzarlo: ma se ne stava fermo. Rimase steso sul letto, con gli occhi concentrati sul soffitto che pareva opaco, il polso sinistro sulla fronte e la nuca sul cuscino. Ignorava le solite canzoncine giornaliere, quei rumori di casa e di strada che sentiva ventiquattro ore al giorno, quelle urla infantili, sangue non sufficiente per nutrirsi. Stava aspettando il momento giusto, agire nell'ombra, senza che nessuno lo vedesse. Pensava profondamente, parlava sottovoce, da solo, come se l'altra parte di se stesso fosse l'unica persona ad ascoltarlo. Sentiva la circolazione che passeggiava lentamente per il suo corpo, come se fosse un tragitto lungo e faticoso. Stava quasi per agire, ma era troppo tardi ormai: i succhiasangue, quelli veri, erano entrati nella sua stanza, l'avevano avvolto, bloccato, serrato, e gli avevano succhiato quella poca parte di sè che egli credeva fosse solo sudore, sudore che gli arrugginiva la pelle, la consumava, la finiva. La notte andò così: andarono per strada a spargere la cenere di quelli finti, e si tennero dentro tutto il sangue puro di quelli veri… e mentre stava per sorgere il Sole di un nuovo mese e di un nuovo giorno, i loro corpi andavano consumandosi per la strada, perdendosi tra l’asfalto freddo della notte appena passata.

Emanuele Cerullo

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