Grande giornata. Due compiti in cinque ore. Nelle prime due ore abbiamo fatto matematica, espressioni coi prodotti notevoli. Nelle ultime tre, invece, italiano, un tema. Tra le tre tracce dettate dalla prof, ho scelto quella dell'amicizia, che era un brano di una decina di righe, una citazione del Piccolo Principe di Saint-Exupery, del dialogo tra la volpe e il ragazzino e poi mi si chiedeva di esprimere una riflessione sull'amicizia. L'ho scritto in brutta e poi ricopiato in bella nell'ultima mezz'ora. La bella l'ho consegnata, la brutta, invece, ce l'ho qua, e l'ho digitata al pc decidendo di metterla sul blog.
E' facile pronunciare la parola "Amicizia", ed è ancora più facile dimostrarla, rispettarla. L?Ambiente che ci circona è una foresta, e essendo curiosi iniziamo a esplorarne ogni minimo particolare, una volpa fa da viandante, la contempliamo, cerchiamo di accostarci ad essa, ma scappa. In un lungo periodo siamo soli, abbiamo la sensazione che nessuno ha voglia di condividere. Parlare dell'amicizia non è molto facile: la si puà esprimere con riflessioni metaforiche o con esperienze personali. E' un fiore sul prato della vita che non va mai calpestato, è senso di condivisione, voglia di esserci, di vedersi porgere la mano quando si è a terra, sull'asfalto della Delusione, del Dolore. Un amico o un'amica riescono a farti alzare e spesso non te ne accorgi, trovano sempre qualche soluzione, sono pronti a dare di tutto pur di farti tornare il sorriso. Credo che l'amicizia si basa soprattutto sulla fiducia e sulla condivisione: due cellule unite, formate da atomi di gesti*. Produciamo gesti di amicizia spesso involontari, spontanei, da altruisti, e con questo dimostriamo una certa amicizia. Il mio rapporto di amicizia con gli altri lo definisco in equilibrio, perchè all'inizio pretendevo che la volpe si accostasse a me, e solo se facevo questo festo dimostravo di esserci anch'io. Nei confronti dell'amicizia, quindi, mi comportavo in modo introverso; ora, invece, l'esatto contrario. Prima volevo solo comprendere, ora invece comprendo e mi faccio comprendere, osservando il modo di agire dell'amico e usando un comportamente addatto al suo. Ora sono un ragazzo molto più estroverso, con le persone faccio amicizia molto più facilmente rispetto a qualche anno fa, e questo, econdo me, comporta anche una crescita "sociale" e psicologica, e quindi mi avvicino più facilmente alla folpe, la guardo negli occhi e inizio a far subito qualcosa per lei, un qualcosa che verrà presto ricambiato. Trascorreremo la nostra vita passeggiando con delle volpi che ci inganneranno, anche se le abbiamo addomesticate bene, altre invece, saranno pronte a ridere e a piangere con noi, proprio come un Vero Amico.
*Mentre scrivevo il tema, ho chiesto alla prof: "Professore', scusate, ma l'atomo fa parte della cellula?": subito dopo questa domanda la classe intera è scoppiata a ridere, qualcuno mi ha anche chiesto "Ma cosa c'entra l'atomo?". Magari la prof potrà pure penalizzarmi per la metafora eccessiva (come la prof dell'anno scorso che mi disse "Hai un linguaggio troppo sofisticato"), ma il mio modo di esprimermi su carta è questo. Abituatevi a questo stile "sofisticato" per un quindicenne che, secondo loro, tenta invano (ed è questo che non capiscono, perchè lo faccio veramente con tutta la spontaneità possibile) di usare un linguaggio eccessivo per lui. Ad ogni modo, cercherò di essere più "elementare" e "semplice".
Il 31 si chiuderà il primo quadrimestre, sono ansioso di scoprire i miei voti, nel pagellino avevo un solo quattro in matematica, che spero di recuperare presto (mi sto impegnando). Vi aggiornerò sui voti. Intanto, mi preparo per il terzo compito della settimana, che si farà domani: Versione di Latino sulle prime tre declinazioni. Per concludere e restare in tema, vi lascio con un proverbio latino molto comune che mi ripeto nella mente almeno una volta al giorno. CARPE DIEM.