25/08/2009
Dopo la pubblicazione "Il poeta di Scampia" su "La Stampa", ho ricevuto non poche e-mail. E a tutti coloro che mi hanno scritto voglio urlare un GRAZIE enorme, soprattutto per aver condiviso la mia storia e la mia passione; un grazie enorme a coloro che hannoacquisito appieno il messaggio che voglio dare, già da quando, a otto anni, cercavo di imitare Eminem scrivendo poesie rimate. Un grazie particolare va a Flavia Amabile che mi ha saputo ascoltare, non facendosi persuadere dai messaggi di certi individui, i quali, attraverso un ragionamento nato dai loro pregiudizi, hanno seguito il filo logico di Gomorra, parlando a vuoto su Scampia, senza nemmeno vederla coi propri occhi, e quindi con quella che davvero può essere chiamata Realtà.


Immagine2Domani, alle ore 20.20, sarò intervistato in diretta a Radio Città Futura. La sequenza è FM 97.7, ma si può anche ascoltarla via streaming dal sito della radio che è www.radiocittafutura.it cliccando su "ON AIR ASCOLTA RCF". Cosa dirò? Non lo so. Ascolterò le domande, e darò le risposte.
25/08/2009
IMG364-01Rieccomi, sono tornato da queste vacanze un pò fastidiose, visto che dovevo aprire il libro di matematica e svolgere le espressioni che vedrò per la volta più decisiva all'esame che farò il 2 settembre. Splinder l'ho quasi abbandonato, accendo raramente il pc, e se lo accendo vado a divertirmi un pò su Facebook. Quest'estate, oltre alla matematica, ho letto I ragazzi del massacro di Scerbanenco, Margherita Dolcevita di Benni, e sto leggendo Canone inverso, questi ultimi due libri sono stati scelti dalla mia prof di italiano che ci ha assegnato due libri da leggere (e non chiedetemi l'autore di Canone inverso, perchè a stento lo sto leggendo, quel libro).La produzione non manca: sto pubblicando, su raccontimagnetici.splinder.com un "racconto a puntate" di genere rosa, dal titolo (provvisorio) "Storia di un'attesa", e intanto domani 25 luglio comprate "La Stampa", che Flavia Amabile (giornalista che ammiro tantissimo per i suoi articoli) ha scritto un articolo sul sottoscritto e sulla Scampia, sull'Altra Scampia, quella che, purtroppo, è ancora in penombra, ma desidera tanta luce, e solo chi conosce bene il quartiere può fecondare tanta luce, attraverso i propri pensieri, la propria arte, il proprio esprimersi. Alla prossima...
06/07/2008

Repubblica — 12 giugno 2008   pagina 4   sezione: NAPOLI

«Scampia non è solo Gomorra, che offre ai lettori e agli spettatori una visione unilaterale del quartiere». Va controcorrente il sindaco Rosa Russo Iervolino che in mattinata a Palazzo San Giacomo, durante la presentazione di un libro sulle esperienze di volontariato nell' area Nord della città, non si iscrive alla valanga di elogi che da anni accompagna il libro, il film premiato a Cannes e lo spettacolo teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi che apre oggi il Festival "New plays from Europe" di Wiesbaden, in Germania e che in autunno andrà in scena anche a Berlino per poi fare tappa in Francia e in Spagna. Non si unisce al coro di elogi la Iervolino e, anzi, sottolinea un dato: «Gomorra non racconta fatti inventati. Parla di cose vere, reali, mettendo però in evidenza solo la parte negativa di Scampia ignorando tutto ciò che di positivo c' è in città a cominciare dal forte tessuto sociale sano e dalle tante esperienze di volontariato. Si racconta solo ciò che c' è di più negativo ignorando tante esperienze belle e importantissime per il quartiere e per la città». Le analisi del sindaco Iervolino hanno avuto come scenario la sala della giunta di Palazzo San Giacomo nel corso della presentazione del libro "Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà" di Fabio Corbisiero ed Elisabetta Perone con prefazione a cura di Enrica Morlicchio. Libro curato dalla Gesco edizioni. Un dibattito in cui sono intervenuti, assieme agli autori: la professoressa Enrica Morlicchio della facoltà di Sociologia della Federico II, il presidente dell' agenzia di promozione sociale e sviluppo Gesco, Sergio D' Angelo, il presidente della Municipalità Piscinola-Marianella-Chiaiano-Scampia Carmine Malinconico e Fabrizio Valletti, direttore generale del centro Hurtado. La Iervolino ha ascoltato gli autori e gli invitati, poi ha elogiato il lavoro prendendo Gomorra come unità di misura. «Scampia - ha detto il sindaco rivolta a tutti i presenti - non è solo Gomorra e la dimostrazione siete voi che oggi siete venuti a Palazzo San Giacomo e che ogni giorno lavorate nelle periferie e in tutte le aree più degradate della città. Voi del volontariato che meglio di ogni altro conoscete i problemi dei quartieri e che con il vostro lavoro arginate la malavita e allo steso tempo fate emergere la parte sana del tessuto sociale della nostra città». «Non dico - ha aggiunto la Iervolino - che Gomorra racconti storie inventate. Tutt' altro. Dico un' altra cosa. Dico che racconta solo la parte negativa. Ma non è così. Scampia non è solo Gomorra così come Napoli non è solo Gomorra. Napoli e il suo territorio. E io mi sforzerò, continuerò a sforzarmi per continuare a parlare e per fare emergere la parte positiva della città. Che c' è, esiste, lavora e che troppo spesso è dimenticata. Una realtà difficile da raccontare. Perciò il libro di Corbisiero e Petrone andrebbe letto da tutti, soprattutto da chi ha letto o visto Gomorra. Per avere così un quadro completo sulla nostra realtà». (o. l.) - OTTAVIO LUCARELLI

 

La Iervolino cura una rubrica su "Pocket", un mensile online. Nel numero di giugno '07 parlò di me. Potete tranquillamente leggere il suo articolo cliccando qui
31/03/2008
Scampia, tutti conoscono questo quartiere, ma c'è chi punta il proprio indice sul perimetro di questa forma geometrica senza varcarlo perché pensano che quello sia il confine tra un mondo e l'altro...  e c'è chi, ancor di più, seppellisce Scampia mostrandone solo la parte negativa... ma a Scampia si sogna, si sogna in grande... anche chi ha poca voglia di studiare ha un sogno, sì, ed è quello di diventare dei campioni come Maradona, il calcio è la loro passione, se ne stanno giù ai porticati dei loro palazzi a giocare, a inventare le porte disegnandole con dello spray sui muri... ma noi di Scampia siamo stati seppelliti da gente che non conosce il nostro quartiere, e pertanto che non conosce noi. E' vero, c'è l'illegalità che tiene imprigionata la legalità che vuole tanto bramare la luce, ma sono i giornalisti che tengono ancora di più chiusa la legalità o, per meglio dire, la brava gente. E soprattutto, voi giornalisti sapete solo pensare che quel ragazzo da grande vuole fare il camorrista o lo spacciatore di droga ma non sapete di certo che ce ne sta un altro che è figlio di gente per bene e da grande sogna di diventare magari uno scrittore o un attore. A Scampia sono cresciuto benissimo, seppure con sottofondi di spari, seppure con il sangue che cadeva come pioggia, ma ci sono cresciuto, anzi, sono riuscito a crescere... sì perché c'è chi cresce in fretta, chi è troppo sicuro di se stesso, chi crede di aver travolto tutto con la propria mano e di poter andare avanti... ma c'è sempre qualcosa che scappa... e poi ci siamo noi, noi ragazzi che siamo sempre stati presi per scugnizzi, noi che siamo stati costretti a crescere in una società sbagliata ma in una cultura troppo variegata che ha consentito per fortuna di far arricchire la nostra mente con la scuola, un mezzo che ti costruisce le ali per volare e per farti vedere chiaro il Futuro... e c'è anche chi non ci va a scuola e preferisce andarsene con lo scooter per il rione non avendo manco tredici anni. E anche ai giornalisti manca qualcosa quando descrivono o quando semplicemente parlano di Scampia... e quel che manca è il non saper contemplare... perché bisogna contemplarla appieno una cosa per poi descriverla, in un quartiere degradato bisogna VIVERCI invece di fare il turista... bisogna scrivere quello che si vede, ma non da turista bensì da abitante! Da chi, appunto, vive giorno dopo giorno in questa favola sporca, senza morale e senza parte finale, che può essere però spappolata in frammenti da un ragazzo quando capisce che il futuro è il vero senso della vita... e c'è chi crede che sia la RICCHEZZA ECONOMICA il vero senso della vita... mi vesto di marca, l'orologio che costa più di tutto il mio gruppo di amici, delle scarpe originali che l'altro non si può permettere perché è più povero di me... ed è questa l'ideologia da buffoncello di quartiere... ma c'è chi, come me, crede che l'unico senso della vita sia quello di una RICCHEZZA INTERNA... sì perché io posso anche avere la ricchezza economica, materiale o quel che sia, ma se non ho l'intelligenza, se non possiedo una ricchezza interna allora non sono nessuno. Ma c'è anche il furbo che attraverso la ricchezza interna acquisisce anche quella economica... e c'è anche l'illuso che crede di poter acquisire la ricchezza interna avendo solo quella economica... un illuso, appunto.  E non bastano le botte per mettere al tappeto un individuo... bastano le parole. E se sono quelle a mancare, di sicuro non hai la ricchezza interna. Io concludo questa sorta di riflessione invitando chi non è uno scampiese doc  a venire appunto a Scampia, starci qualche settimana, in modo da contemplare tutto quello che gli altri dicono in un modo sporco e ingiusto di Scampia. Non è vero che se non lavoro devo per forza spacciare droga... la disoccupazione c'è, c'è eccome... e la colpa è solo di chi sta a capo di un governo regionale che se ne sta caldo sulla sua poltrona e gode del suo ruolo senza nemmeno sfruttarlo, ma io vedo padri di famiglia che tornano dal loro lavoro faticoso con il sudore che gli scende dalla fronte, chi guadagna quel poco di pane quotidiano con le massime forze. A Scampia si sogna, si sogna in grande... si sogna più di ogni altra parte, si sogna un futuro migliore, si spera di non venire gettati e lasciati lì come l'immondizia: dopo quasi un anno in tutti i telegiornali si torna a parlare di emergenza rifiuti a Napoli... e qui ricorre il solo turismo giornalistico. Non c'era bisogno che Giorgio Napolitano venisse a dire che l'emergenza rifiuti a Napoli è tornata, perché c'è sempre stata! Peraltro da dieci anni! Non c'era bisogno che Saviano scrivesse Gomorra, il risultato è stato quello di seppellire ancora di più Napoli e di colorarla quindi ancora di più di nero. E, a una settimana dalle elezioni politiche, non si può parlare di mozzarella di bufala... altrimenti già si sa chi vince alle elezioni... ci servono più voci, più voci per abbattere con i nostri urli onesti il Muro dell'Indifferenza...
Emanuele Cerullo
ORGOGLIOSO DI ABITARE A SCAMPIA
17/03/2008

E' del numero di ieri e, in attesa di una copia in formato cartaceo (con fatica, ma la troverò!), vi pubblico qui di seguito l'articolo di Antonella Scutiero, pubblicato su "Il Giornale di Napoli", del numero del 16 marzo, che viene dato in allegato a "IL ROMA" (Con alcune delle mie disperate e curiose ricerche sono riuscito a scaricare la pagina in formato .pdf!!!):

Teatro Sannazaro. Assemblea del "Movimento Società Civile"

Associazioni, adulti e giovani

Insieme per la rinascita di Chiaia

La riscossa della società civile parte da Chiaia e diventa un movimento più ampio, che mira ad abbracciare l’intera città. Ieri l’appuntamento per simpatizzanti, curiosi,ed eventuali attivisti al teatro Sannazaro, a due passi da quella piazza dei Martiri che il 10 novembre dello scorso anno vide partire e sfilare per le strade del quartiere tremila cittadini stanchi dei rifiuti, della sicurezza che non c’è, del degrado, della cattiva politica.

Oggi chi continua a crederci di quei tremila si incontra nel “Movimento società civile”, una società giusta, come si definisce nel manifesto programmatico, che accoglie chi lavora onestamente, chi vuole darsi da fare, chi non tollera più l’illegalità, e lascia invece fuori quanti hanno seduto alla mensa del potere, chi si è incollato alla poltrona, chi si è arricchito con incarichi e consulenze, perché «costoro per noi domani dovranno rimanere tutti disoccupati», esclama Paolo Santanelli, promotore dell’iniziativa insieme a Nino De Nicola e Giuseppe Marasco. Quella di ieri è stata una riunione preliminare, per sondare idee, proposte e valutare la possibilità di creare una lista civica, per «programmare e realizzare insieme le cose che interessano davvero alla cittadinanza», spiega Marasco, a cui fa eco De Nicola, dicendo che la politica tradizionale ha fallito, «quella al governo per 15 anni, e l’opposizione che non è stata in grado di svolgere il suo ruolo». Nella platea ci sono associazioni, come la “Napoli libera” di Ninni De Santis. ci sono esponenti della politica, come il presidente della I municipalità, Fabio Chiosi, il suo vice Maurizio Tesorone, Franco Malvano e l’esponente alleantino Rosario Lopa. E c’è la società civile, adulti, anziani, qualche bambino, e un discreto numero di giovani. C’è anche un quindicenne di Scampia, Emanuele Cerullo, che da grande sogna di fare lo scrittore e il giornalista, e sale sul palco a leggere una sua poesia: parla della realtà difficile della camorra e del suo quartiere, delle utopie e dei discorsi vuoti e astratti; ma parla anche di chi, come lui, crede del cambiamento, nella forza e nella volontà di emergere alle logiche che soffocano la città e impediscono di sperare a chi, invece, ne ha bisogno.

 - Antonella Scutiero -

 

Eh, cari lettori... capirete che gioia vedere un proprio nome e cognoome su un articolo di giornale!

A segnalarmelo è stato l'amico Paolo Santanelli (che ringrazio), tramite email, ieri sera... ma la gioia più grande sarà quella di toccare quel giornale con i miei polpastrelli e indicare il mio nome e cognome, agli altri, con il mio indice.

 

articolo del 16 marzo 2008