10/12/2009
Oggi, alle ore 17, andrò all'Auditorium a ritirare il premio come Eccellenza di Scampia. E' l'ottavo premio che ricevo. Domani, invece, un altro riconoscimento, in occasione del Festival del Libro e della Scrittura, a San Giuseppe Vesuviano. Ci tengo a dirvi una cosa importantissima: la pubblicazione del mio libro è stata rinviata a Gennaio, e la prima presentazione la farò a Scampia, con interventi di personaggi noti nel campo letterario e civile, ma non posso fare nomi fin quando non accettano di intervenire. Grazie per il sostegno e continuiamo a colorare mamma Scampia coi colori vivaci e giovanili! Di seguito una foto scattata ieri; io sono quello al centro, a sinistra e a destra due miei amici di liceo; quello a sinistra vuole fare il serio, e quello a destra vuole fare Mika!!

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06/07/2008

Repubblica — 12 giugno 2008   pagina 4   sezione: NAPOLI

«Scampia non è solo Gomorra, che offre ai lettori e agli spettatori una visione unilaterale del quartiere». Va controcorrente il sindaco Rosa Russo Iervolino che in mattinata a Palazzo San Giacomo, durante la presentazione di un libro sulle esperienze di volontariato nell' area Nord della città, non si iscrive alla valanga di elogi che da anni accompagna il libro, il film premiato a Cannes e lo spettacolo teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi che apre oggi il Festival "New plays from Europe" di Wiesbaden, in Germania e che in autunno andrà in scena anche a Berlino per poi fare tappa in Francia e in Spagna. Non si unisce al coro di elogi la Iervolino e, anzi, sottolinea un dato: «Gomorra non racconta fatti inventati. Parla di cose vere, reali, mettendo però in evidenza solo la parte negativa di Scampia ignorando tutto ciò che di positivo c' è in città a cominciare dal forte tessuto sociale sano e dalle tante esperienze di volontariato. Si racconta solo ciò che c' è di più negativo ignorando tante esperienze belle e importantissime per il quartiere e per la città». Le analisi del sindaco Iervolino hanno avuto come scenario la sala della giunta di Palazzo San Giacomo nel corso della presentazione del libro "Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà" di Fabio Corbisiero ed Elisabetta Perone con prefazione a cura di Enrica Morlicchio. Libro curato dalla Gesco edizioni. Un dibattito in cui sono intervenuti, assieme agli autori: la professoressa Enrica Morlicchio della facoltà di Sociologia della Federico II, il presidente dell' agenzia di promozione sociale e sviluppo Gesco, Sergio D' Angelo, il presidente della Municipalità Piscinola-Marianella-Chiaiano-Scampia Carmine Malinconico e Fabrizio Valletti, direttore generale del centro Hurtado. La Iervolino ha ascoltato gli autori e gli invitati, poi ha elogiato il lavoro prendendo Gomorra come unità di misura. «Scampia - ha detto il sindaco rivolta a tutti i presenti - non è solo Gomorra e la dimostrazione siete voi che oggi siete venuti a Palazzo San Giacomo e che ogni giorno lavorate nelle periferie e in tutte le aree più degradate della città. Voi del volontariato che meglio di ogni altro conoscete i problemi dei quartieri e che con il vostro lavoro arginate la malavita e allo steso tempo fate emergere la parte sana del tessuto sociale della nostra città». «Non dico - ha aggiunto la Iervolino - che Gomorra racconti storie inventate. Tutt' altro. Dico un' altra cosa. Dico che racconta solo la parte negativa. Ma non è così. Scampia non è solo Gomorra così come Napoli non è solo Gomorra. Napoli e il suo territorio. E io mi sforzerò, continuerò a sforzarmi per continuare a parlare e per fare emergere la parte positiva della città. Che c' è, esiste, lavora e che troppo spesso è dimenticata. Una realtà difficile da raccontare. Perciò il libro di Corbisiero e Petrone andrebbe letto da tutti, soprattutto da chi ha letto o visto Gomorra. Per avere così un quadro completo sulla nostra realtà». (o. l.) - OTTAVIO LUCARELLI

 

La Iervolino cura una rubrica su "Pocket", un mensile online. Nel numero di giugno '07 parlò di me. Potete tranquillamente leggere il suo articolo cliccando qui
21/06/2008


Making of:

 

Un'immensa soddisfazione quella di sentire cantare un rapper di Scampia. Pareva quasi assurdo riunire la musica classica con il rap, due mondi opposti, due pianeti a distanza di anni luce dal Sole della Musica. Una canzone a mio parere simbolica contro le mafie; cantata in napoletano, quella che Alberto Sordi, rivolgendosi a Troisi, definiva una lingua, non un dialetto. E, per me che amo e che faccio musica rap, non ho sentito il solito beat su cui, appunto, il rapper doveva cantarci sopra, ma degli strumenti musicali veri e propri, cosa che, nella musica rap, non si usa affatto. Degli strumenti forti, molto più forti di quelli astratti usati nei beats rap, che hanno dato più atmosfera e hanno dato più "fuoco" alla canzone. Ezio Bosso, l'orgoglio della Musica moderna (senza togliere nulla a Muti e agli altri compositori). Lucariello, l'orgoglio di questo quartiere mal compreso (senza togliere nulla ai cosang, ai fuossera e agli altri rapper della zona). Scampia deve farsi sentire...dobbiamo urlare con le nostre voci oneste per abbattere il duro Muro dell'Indifferenza...