02/11/2009
Alda è morta, pensateci bene: leggetela, capirete la vita come una casa blindata vista da fuori, crivellata di proiettili fatti di poesia, la sua. E vi limitate a chiamarla Malattia Mentale: è poesia.
Un mesetto fa, mentre rileggevo con ammirazione "Goccia nuda" - tra le mie preferite della Merini -, mi è venuta un'idea, passata per la mia mente come una cometa: ho fuso follemente il rap con la poesia della Merini. Cosa c'entra? Vi chiedereste. Per me, c'entra eccome: quale migliore canzone di "Ti regalerò una rosa" può rispecchiarla? E ora che è morta, questo vero e proprio desiderio cresce ancora di più. E spero tanto che si realizzi. Ho scritto delle cose per lei, su carta, appena le digito al pc le renderò pubbliche. Vado a dormire, ma prima di mostrare le piene palpebre al cielo, leggerò le parole della buonanotte, provenienti dal cuore della poetessa dell'alba del terzo millennio.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda_merini
17/07/2008

Vi incollo qui alcuni video che riguardano la nostra situazione politica ma soprattutto dell'emergenza rifiuti qui a Napoli... il primo è uno sketch tratto da "Due comici in Paradiso" con Biagio Izzo. Il secondo invece è un video in chiave ironica della situazione italiana attuale, con una canzone napoletana di cui ho messo anche la traduzione sotto al video ma vale la pena prima vedere SOLO il video e poi magari dopo rivederlo leggendo la traduzione. Alla fine ci ho messo una rappresentazione magnifica su Napoli, una frase tratta da "Napul'è" di Pino Daniele.

 

 

 Il Testo della Canzone in Lingua Italiana:

Zoccole Zoccole Zoccole a migliaia
ne nascono cento per ognuna che ne muore
Zoccole Zoccole Zoccole pelose
che vanno rosicando qualsiasi cosa
e lasciale rosicare...
Zoccole zoccoloni e zoccolelle
ma certi pezzi di zoccole sono belle
Zoccole Zoccole fanno sempre figli
ma anche i figli delle zoccole sono figli
e non vogliono morire (lasciare il posto)
e non vogliono morire (lasciare il posto)
Zoccole Zoccole Zoccole affamate
che per continuare a vivere si sono organizzate
Zoccole Zoccole Zoccole felici
perchè tra loro le zoccole sono amiche
e non si lasciano fregare
Zoccole Zoccole non le vuole nessuno
la gente le elimina uno ad uno
Zoccole Zoccole Zoccole sono tante
e vivono a dispetto di tutti.
e non vogliono morire (lasciare il posto)
e non vogliono morire (lasciare il posto)

 


...

19/03/2008

PER LE PROSSIME ELEZIONI! ASCOLTATE E...VOTATE!

Grazie a giaciglio per la segnalazione del video ;)

17/03/2008

E' del numero di ieri e, in attesa di una copia in formato cartaceo (con fatica, ma la troverò!), vi pubblico qui di seguito l'articolo di Antonella Scutiero, pubblicato su "Il Giornale di Napoli", del numero del 16 marzo, che viene dato in allegato a "IL ROMA" (Con alcune delle mie disperate e curiose ricerche sono riuscito a scaricare la pagina in formato .pdf!!!):

Teatro Sannazaro. Assemblea del "Movimento Società Civile"

Associazioni, adulti e giovani

Insieme per la rinascita di Chiaia

La riscossa della società civile parte da Chiaia e diventa un movimento più ampio, che mira ad abbracciare l’intera città. Ieri l’appuntamento per simpatizzanti, curiosi,ed eventuali attivisti al teatro Sannazaro, a due passi da quella piazza dei Martiri che il 10 novembre dello scorso anno vide partire e sfilare per le strade del quartiere tremila cittadini stanchi dei rifiuti, della sicurezza che non c’è, del degrado, della cattiva politica.

Oggi chi continua a crederci di quei tremila si incontra nel “Movimento società civile”, una società giusta, come si definisce nel manifesto programmatico, che accoglie chi lavora onestamente, chi vuole darsi da fare, chi non tollera più l’illegalità, e lascia invece fuori quanti hanno seduto alla mensa del potere, chi si è incollato alla poltrona, chi si è arricchito con incarichi e consulenze, perché «costoro per noi domani dovranno rimanere tutti disoccupati», esclama Paolo Santanelli, promotore dell’iniziativa insieme a Nino De Nicola e Giuseppe Marasco. Quella di ieri è stata una riunione preliminare, per sondare idee, proposte e valutare la possibilità di creare una lista civica, per «programmare e realizzare insieme le cose che interessano davvero alla cittadinanza», spiega Marasco, a cui fa eco De Nicola, dicendo che la politica tradizionale ha fallito, «quella al governo per 15 anni, e l’opposizione che non è stata in grado di svolgere il suo ruolo». Nella platea ci sono associazioni, come la “Napoli libera” di Ninni De Santis. ci sono esponenti della politica, come il presidente della I municipalità, Fabio Chiosi, il suo vice Maurizio Tesorone, Franco Malvano e l’esponente alleantino Rosario Lopa. E c’è la società civile, adulti, anziani, qualche bambino, e un discreto numero di giovani. C’è anche un quindicenne di Scampia, Emanuele Cerullo, che da grande sogna di fare lo scrittore e il giornalista, e sale sul palco a leggere una sua poesia: parla della realtà difficile della camorra e del suo quartiere, delle utopie e dei discorsi vuoti e astratti; ma parla anche di chi, come lui, crede del cambiamento, nella forza e nella volontà di emergere alle logiche che soffocano la città e impediscono di sperare a chi, invece, ne ha bisogno.

 - Antonella Scutiero -

 

Eh, cari lettori... capirete che gioia vedere un proprio nome e cognoome su un articolo di giornale!

A segnalarmelo è stato l'amico Paolo Santanelli (che ringrazio), tramite email, ieri sera... ma la gioia più grande sarà quella di toccare quel giornale con i miei polpastrelli e indicare il mio nome e cognome, agli altri, con il mio indice.

 

articolo del 16 marzo 2008

08/03/2008

Nel Bosco c'è un uccello, il suo canto vi ferma

e vi fa arrossire.

C'è un orologio che non suona.

C'è un acquitrino con un nido di bestie bianche.

C'è una cattedrale che scende e un lago che sale.

C'è una piccola carrozza abbandonata nel bosco

ceduo, o che scende per il sentiero correndo,

infiocchettata.

C'è una compagnia di piccoli attori in costume

intravisti sulla strada attraverso le prime piante

del bosco.

C'è infine, quando si ha fame e si ha sete,

qualcuno per scacciarvi.

Arthur Rimbaud (1851-1891)

by emanuelecerullo | commenti (4) | commenti (4)(popup)
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