10/12/2009
Oggi, alle ore 17, andrò all'Auditorium a ritirare il premio come Eccellenza di Scampia. E' l'ottavo premio che ricevo. Domani, invece, un altro riconoscimento, in occasione del Festival del Libro e della Scrittura, a San Giuseppe Vesuviano. Ci tengo a dirvi una cosa importantissima: la pubblicazione del mio libro è stata rinviata a Gennaio, e la prima presentazione la farò a Scampia, con interventi di personaggi noti nel campo letterario e civile, ma non posso fare nomi fin quando non accettano di intervenire. Grazie per il sostegno e continuiamo a colorare mamma Scampia coi colori vivaci e giovanili! Di seguito una foto scattata ieri; io sono quello al centro, a sinistra e a destra due miei amici di liceo; quello a sinistra vuole fare il serio, e quello a destra vuole fare Mika!!

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25/08/2009
Dopo la pubblicazione "Il poeta di Scampia" su "La Stampa", ho ricevuto non poche e-mail. E a tutti coloro che mi hanno scritto voglio urlare un GRAZIE enorme, soprattutto per aver condiviso la mia storia e la mia passione; un grazie enorme a coloro che hannoacquisito appieno il messaggio che voglio dare, già da quando, a otto anni, cercavo di imitare Eminem scrivendo poesie rimate. Un grazie particolare va a Flavia Amabile che mi ha saputo ascoltare, non facendosi persuadere dai messaggi di certi individui, i quali, attraverso un ragionamento nato dai loro pregiudizi, hanno seguito il filo logico di Gomorra, parlando a vuoto su Scampia, senza nemmeno vederla coi propri occhi, e quindi con quella che davvero può essere chiamata Realtà.


Immagine2Domani, alle ore 20.20, sarò intervistato in diretta a Radio Città Futura. La sequenza è FM 97.7, ma si può anche ascoltarla via streaming dal sito della radio che è www.radiocittafutura.it cliccando su "ON AIR ASCOLTA RCF". Cosa dirò? Non lo so. Ascolterò le domande, e darò le risposte.
25/08/2009
IMG364-01Rieccomi, sono tornato da queste vacanze un pò fastidiose, visto che dovevo aprire il libro di matematica e svolgere le espressioni che vedrò per la volta più decisiva all'esame che farò il 2 settembre. Splinder l'ho quasi abbandonato, accendo raramente il pc, e se lo accendo vado a divertirmi un pò su Facebook. Quest'estate, oltre alla matematica, ho letto I ragazzi del massacro di Scerbanenco, Margherita Dolcevita di Benni, e sto leggendo Canone inverso, questi ultimi due libri sono stati scelti dalla mia prof di italiano che ci ha assegnato due libri da leggere (e non chiedetemi l'autore di Canone inverso, perchè a stento lo sto leggendo, quel libro).La produzione non manca: sto pubblicando, su raccontimagnetici.splinder.com un "racconto a puntate" di genere rosa, dal titolo (provvisorio) "Storia di un'attesa", e intanto domani 25 luglio comprate "La Stampa", che Flavia Amabile (giornalista che ammiro tantissimo per i suoi articoli) ha scritto un articolo sul sottoscritto e sulla Scampia, sull'Altra Scampia, quella che, purtroppo, è ancora in penombra, ma desidera tanta luce, e solo chi conosce bene il quartiere può fecondare tanta luce, attraverso i propri pensieri, la propria arte, il proprio esprimersi. Alla prossima...
06/07/2008

Repubblica — 12 giugno 2008   pagina 4   sezione: NAPOLI

«Scampia non è solo Gomorra, che offre ai lettori e agli spettatori una visione unilaterale del quartiere». Va controcorrente il sindaco Rosa Russo Iervolino che in mattinata a Palazzo San Giacomo, durante la presentazione di un libro sulle esperienze di volontariato nell' area Nord della città, non si iscrive alla valanga di elogi che da anni accompagna il libro, il film premiato a Cannes e lo spettacolo teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi che apre oggi il Festival "New plays from Europe" di Wiesbaden, in Germania e che in autunno andrà in scena anche a Berlino per poi fare tappa in Francia e in Spagna. Non si unisce al coro di elogi la Iervolino e, anzi, sottolinea un dato: «Gomorra non racconta fatti inventati. Parla di cose vere, reali, mettendo però in evidenza solo la parte negativa di Scampia ignorando tutto ciò che di positivo c' è in città a cominciare dal forte tessuto sociale sano e dalle tante esperienze di volontariato. Si racconta solo ciò che c' è di più negativo ignorando tante esperienze belle e importantissime per il quartiere e per la città». Le analisi del sindaco Iervolino hanno avuto come scenario la sala della giunta di Palazzo San Giacomo nel corso della presentazione del libro "Dalla periferia del welfare al centro della solidarietà" di Fabio Corbisiero ed Elisabetta Perone con prefazione a cura di Enrica Morlicchio. Libro curato dalla Gesco edizioni. Un dibattito in cui sono intervenuti, assieme agli autori: la professoressa Enrica Morlicchio della facoltà di Sociologia della Federico II, il presidente dell' agenzia di promozione sociale e sviluppo Gesco, Sergio D' Angelo, il presidente della Municipalità Piscinola-Marianella-Chiaiano-Scampia Carmine Malinconico e Fabrizio Valletti, direttore generale del centro Hurtado. La Iervolino ha ascoltato gli autori e gli invitati, poi ha elogiato il lavoro prendendo Gomorra come unità di misura. «Scampia - ha detto il sindaco rivolta a tutti i presenti - non è solo Gomorra e la dimostrazione siete voi che oggi siete venuti a Palazzo San Giacomo e che ogni giorno lavorate nelle periferie e in tutte le aree più degradate della città. Voi del volontariato che meglio di ogni altro conoscete i problemi dei quartieri e che con il vostro lavoro arginate la malavita e allo steso tempo fate emergere la parte sana del tessuto sociale della nostra città». «Non dico - ha aggiunto la Iervolino - che Gomorra racconti storie inventate. Tutt' altro. Dico un' altra cosa. Dico che racconta solo la parte negativa. Ma non è così. Scampia non è solo Gomorra così come Napoli non è solo Gomorra. Napoli e il suo territorio. E io mi sforzerò, continuerò a sforzarmi per continuare a parlare e per fare emergere la parte positiva della città. Che c' è, esiste, lavora e che troppo spesso è dimenticata. Una realtà difficile da raccontare. Perciò il libro di Corbisiero e Petrone andrebbe letto da tutti, soprattutto da chi ha letto o visto Gomorra. Per avere così un quadro completo sulla nostra realtà». (o. l.) - OTTAVIO LUCARELLI

 

La Iervolino cura una rubrica su "Pocket", un mensile online. Nel numero di giugno '07 parlò di me. Potete tranquillamente leggere il suo articolo cliccando qui
21/06/2008


Making of:

 

Un'immensa soddisfazione quella di sentire cantare un rapper di Scampia. Pareva quasi assurdo riunire la musica classica con il rap, due mondi opposti, due pianeti a distanza di anni luce dal Sole della Musica. Una canzone a mio parere simbolica contro le mafie; cantata in napoletano, quella che Alberto Sordi, rivolgendosi a Troisi, definiva una lingua, non un dialetto. E, per me che amo e che faccio musica rap, non ho sentito il solito beat su cui, appunto, il rapper doveva cantarci sopra, ma degli strumenti musicali veri e propri, cosa che, nella musica rap, non si usa affatto. Degli strumenti forti, molto più forti di quelli astratti usati nei beats rap, che hanno dato più atmosfera e hanno dato più "fuoco" alla canzone. Ezio Bosso, l'orgoglio della Musica moderna (senza togliere nulla a Muti e agli altri compositori). Lucariello, l'orgoglio di questo quartiere mal compreso (senza togliere nulla ai cosang, ai fuossera e agli altri rapper della zona). Scampia deve farsi sentire...dobbiamo urlare con le nostre voci oneste per abbattere il duro Muro dell'Indifferenza...

31/03/2008
Scampia, tutti conoscono questo quartiere, ma c'è chi punta il proprio indice sul perimetro di questa forma geometrica senza varcarlo perché pensano che quello sia il confine tra un mondo e l'altro...  e c'è chi, ancor di più, seppellisce Scampia mostrandone solo la parte negativa... ma a Scampia si sogna, si sogna in grande... anche chi ha poca voglia di studiare ha un sogno, sì, ed è quello di diventare dei campioni come Maradona, il calcio è la loro passione, se ne stanno giù ai porticati dei loro palazzi a giocare, a inventare le porte disegnandole con dello spray sui muri... ma noi di Scampia siamo stati seppelliti da gente che non conosce il nostro quartiere, e pertanto che non conosce noi. E' vero, c'è l'illegalità che tiene imprigionata la legalità che vuole tanto bramare la luce, ma sono i giornalisti che tengono ancora di più chiusa la legalità o, per meglio dire, la brava gente. E soprattutto, voi giornalisti sapete solo pensare che quel ragazzo da grande vuole fare il camorrista o lo spacciatore di droga ma non sapete di certo che ce ne sta un altro che è figlio di gente per bene e da grande sogna di diventare magari uno scrittore o un attore. A Scampia sono cresciuto benissimo, seppure con sottofondi di spari, seppure con il sangue che cadeva come pioggia, ma ci sono cresciuto, anzi, sono riuscito a crescere... sì perché c'è chi cresce in fretta, chi è troppo sicuro di se stesso, chi crede di aver travolto tutto con la propria mano e di poter andare avanti... ma c'è sempre qualcosa che scappa... e poi ci siamo noi, noi ragazzi che siamo sempre stati presi per scugnizzi, noi che siamo stati costretti a crescere in una società sbagliata ma in una cultura troppo variegata che ha consentito per fortuna di far arricchire la nostra mente con la scuola, un mezzo che ti costruisce le ali per volare e per farti vedere chiaro il Futuro... e c'è anche chi non ci va a scuola e preferisce andarsene con lo scooter per il rione non avendo manco tredici anni. E anche ai giornalisti manca qualcosa quando descrivono o quando semplicemente parlano di Scampia... e quel che manca è il non saper contemplare... perché bisogna contemplarla appieno una cosa per poi descriverla, in un quartiere degradato bisogna VIVERCI invece di fare il turista... bisogna scrivere quello che si vede, ma non da turista bensì da abitante! Da chi, appunto, vive giorno dopo giorno in questa favola sporca, senza morale e senza parte finale, che può essere però spappolata in frammenti da un ragazzo quando capisce che il futuro è il vero senso della vita... e c'è chi crede che sia la RICCHEZZA ECONOMICA il vero senso della vita... mi vesto di marca, l'orologio che costa più di tutto il mio gruppo di amici, delle scarpe originali che l'altro non si può permettere perché è più povero di me... ed è questa l'ideologia da buffoncello di quartiere... ma c'è chi, come me, crede che l'unico senso della vita sia quello di una RICCHEZZA INTERNA... sì perché io posso anche avere la ricchezza economica, materiale o quel che sia, ma se non ho l'intelligenza, se non possiedo una ricchezza interna allora non sono nessuno. Ma c'è anche il furbo che attraverso la ricchezza interna acquisisce anche quella economica... e c'è anche l'illuso che crede di poter acquisire la ricchezza interna avendo solo quella economica... un illuso, appunto.  E non bastano le botte per mettere al tappeto un individuo... bastano le parole. E se sono quelle a mancare, di sicuro non hai la ricchezza interna. Io concludo questa sorta di riflessione invitando chi non è uno scampiese doc  a venire appunto a Scampia, starci qualche settimana, in modo da contemplare tutto quello che gli altri dicono in un modo sporco e ingiusto di Scampia. Non è vero che se non lavoro devo per forza spacciare droga... la disoccupazione c'è, c'è eccome... e la colpa è solo di chi sta a capo di un governo regionale che se ne sta caldo sulla sua poltrona e gode del suo ruolo senza nemmeno sfruttarlo, ma io vedo padri di famiglia che tornano dal loro lavoro faticoso con il sudore che gli scende dalla fronte, chi guadagna quel poco di pane quotidiano con le massime forze. A Scampia si sogna, si sogna in grande... si sogna più di ogni altra parte, si sogna un futuro migliore, si spera di non venire gettati e lasciati lì come l'immondizia: dopo quasi un anno in tutti i telegiornali si torna a parlare di emergenza rifiuti a Napoli... e qui ricorre il solo turismo giornalistico. Non c'era bisogno che Giorgio Napolitano venisse a dire che l'emergenza rifiuti a Napoli è tornata, perché c'è sempre stata! Peraltro da dieci anni! Non c'era bisogno che Saviano scrivesse Gomorra, il risultato è stato quello di seppellire ancora di più Napoli e di colorarla quindi ancora di più di nero. E, a una settimana dalle elezioni politiche, non si può parlare di mozzarella di bufala... altrimenti già si sa chi vince alle elezioni... ci servono più voci, più voci per abbattere con i nostri urli onesti il Muro dell'Indifferenza...
Emanuele Cerullo
ORGOGLIOSO DI ABITARE A SCAMPIA
08/01/2008

 

Dell'emergenza rifiuti non ne voglio parlare. Quando non me ne intendo di un argomento non posso fare altro che tacere. Vi riporto qui di seguito un articolo scritto dalla redazione di casertasette proprio in riguardo a Roberto Saviano e il suo "Gomorra" (A mio parere un pessimo libro per chi vuol scoprire le caratteristiche di Napoli).

" La raccolta di reportage "Il corpo e il sangue d'Italia" curata da Christian Raimo, che ieri Alessandro Gnocchi ha recensito su queste pagine, riporta una notizia, contenuta nel testo di Antonio Pascale. Il quale ha dato conto di una polemica scoppiata su "Gomorra", il romanzo-inchiesta sulla camorra di Roberto Saviano che ha dominato le classifiche di vendita nel 2007. Pascale cita una lettera di Matilde Andolfo, giornalista free lance, al sito internet Ilrichiamo.org, in cui si contestano duramente alcuni passaggi del libro. Non è la prima volta che il reportage di Saviano viene accusato di deviare dalla realtà dei fatti, e la polemica si ripresenta e rimbalza nuovamente in rete su altri siti. Ecco l'attacco della giornalista. Matilde Andolfo contesta i passaggi che Saviano ha dedicato al caso di Annalisa Durante, una ragazza di 14 anni rimasta uccisa durante un conflitto a fuoco fra camorristi il 27 marzo 2004. Il bersaglio dell'agguato era Salvatore Giuliano, che si è salvato, mentre la giovane - innocente che si trovava al posto sbagliato nel momento sbagliato - è stata falciata dai proiettili. Roberto Saviano «Quelle pagine (...)» dice «sono un cumulo di falsità: menzogne che finiscono soltanto per infangarne la memoria». Alla storia di Annalisa, la Andolfo ha dedicato un libro, "Il diario di Annalisa", pubblicato da Tullio Pironti editore nel 2005. Saviano parla della ragazzina in un capitolo del suo libro intitolato "Donne". «Annalisa è stata uccisa» scrive a pagina 168 «la serata calda (...), Annalisa aveva deciso di trascorrerla giù al palazzo di un'amica. Indossava un vestitino bello e suadente. Aderiva al suo corpo teso e tonico, già abbronzato. (...) Le ragazze dei quartieri popolari di Napoli a quattordici anni sembrano donne già vissute. I volti sono abbondantemente dipinti, i seni sono mutati in turgidissimi meloncini dai push-up, portano stivali appuntiti con tacchi che mettono a repentaglio l'incolumità delle caviglie. Devono essere equilibriste provette per reggere il vertiginoso camminare sul basalto, pietra lavica che riveste le strade di Napoli, da sempre nemico d'ogni scarpa femminile. Annalisa era bella. Parecchio bella. Con l'amica e una cugina stava ascoltando musica, tutte e tre lanciavano sguardi ai ragazzetti che passavano sui motorini, impennando, sgommando, impegnandosi in gincane rischiosissime tra auto e persone. È un gioco al corteggiamento. Atavico, sempre identico». GLI ATTACCHI AL LIBRO - È a partire da questi paragrafi che Matilde Andolfo comincia a contestare Gomorra. «Nella parte del libro che riguarda l'omicidio Durante» ci spiega al telefono «Saviano riferisce dei fatti che sono inventati di sana pianta e definisce la ragazza in maniera tale che l'immagine che ne risulta è denigratoria. Lui vuole fare di Annalisa un simbolo di Forcella e il ritratto che ne riporta, dalle piccole alle grandi cose, è falso. A partire dalla descrizione dei vestiti e del fisico della ragazza. Annalisa era paffutella, senza ombra di trucco. Era ancora una bambina. Quella sera, in realtà, aveva un paio di jeans con tasche gialle, una t-shirt nera e un paio di Nike Silver dorate. Era scesa per pagare delle pizze vicino a casa. Se Saviano avesse letto le carte del processo lo saprebbe. Quegli abiti sono ancora ammassati in un enorme sacco della spazzatura nascosto in casa della zia. Da allora nessuno ha mai avuto il coraggio di riaprirlo». Nell'articolo comparso su Il richiamo, Matilde Andolfo è ancora più diretta: «Mi chiedo: perché Saviano ha voluto descrivere Annalisa in maniera poco obiettiva? Forse perché la verità mal si adattava al personaggio provocante presentato nel romanzo. Certo soltanto un abitino suadente avrebbe potuto avvalorare la tesi di un'adole scente smaliziata e precoce». Annalisa Durante La giornalista ha da ridire anche su altri episodi raccontati da Saviano. Uno è contenuto nello stesso Gomorra, nella descrizione del funerale di Annalisa, al quale lo scrittore dice di aver partecipato. «Mentre il corpo di Annalisa nella bara bianca viene portato via» scrive Saviano «la compagna di banco lascia squillare il suo cellulare. Squilla sul feretro: è il nuovo requiem». «Saviano, per unire dolore a dolore, dice che sulla bara il telefonino di Annalisa comincia a trillare. Ma quel telefonino era spento, non è possibile», ci spiega la Andolfo. E cita un altro episodio, che non compare nel libro, ma su un articolo pubblicato da Saviano sul sito web Nazione Indiana ("Annalisa. Cronaca di un funerale", del 2004). «Si fermano all'entrata della chiesa. Escono da tre macchine altrettanti uomini» racconta lo scrittore «sono i capifamiglia dei clan camorristici napoletani. Vengono da ogni parte del territorio partenopeo, vengono a portare le condoglianze e la protezione al padre di Annalisa». LA VISITA DEI BOSS - «Saviano dice che il giorno del funerale sono venuti i boss del quartiere Forcella a salutare Giannino Durante, il padre di Annalisa, ma è assolutamente falso» dice Matilde Andolfo. «Io ho frequentato molto la famiglia Durante, lui non li conosce neppure. Capisco la finzione narrativa, ma se voleva creare un personaggio, non doveva utilizzare il nome e cognome di una persona. Ha riportato nel libro dei passaggi del diario di Annalisa che sono inventati di sana pianta. Lo so, quel diario l'ho letto. Vista l'on data mediatica che ha accompagnato il successo di Gomorra, i genitori non hanno strumenti per replicare. Hanno diffidato il regista che sta girando un film su Gomorra (Mattero Garrone, ndr ) dall'inserire questi episodi, ma non si sono rivolti alla Mondadori. Abbiamo provato a contattare Saviano tramite il mio editore e il parroco di Forcella, ma non ci siamo riusciti. Alla famiglia non interessano soldi e celebrità, ma solo che non si dicano falsità su Annalisa. Si sono sentiti come se l'avessero uccisa due volte». Abbiamo provato a parlare con Saviano per chiedergli una replica, ma non ci siamo riusciti, visto che è difficilmente rintracciabile dopo che la Camorra lo ha minacciato di morte e costretto a vivere sotto scorta. Sarebbe interessante sapere che cosa pensi delle accuse di Matilde Andolfo."

(8 gennaio 2008-19:54)

fonte: www.casertasette.it

by emanuelecerullo | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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