02/11/2009
Alda è morta, pensateci bene: leggetela, capirete la vita come una casa blindata vista da fuori, crivellata di proiettili fatti di poesia, la sua. E vi limitate a chiamarla Malattia Mentale: è poesia.
Un mesetto fa, mentre rileggevo con ammirazione "Goccia nuda" - tra le mie preferite della Merini -, mi è venuta un'idea, passata per la mia mente come una cometa: ho fuso follemente il rap con la poesia della Merini. Cosa c'entra? Vi chiedereste. Per me, c'entra eccome: quale migliore canzone di "Ti regalerò una rosa" può rispecchiarla? E ora che è morta, questo vero e proprio desiderio cresce ancora di più. E spero tanto che si realizzi. Ho scritto delle cose per lei, su carta, appena le digito al pc le renderò pubbliche. Vado a dormire, ma prima di mostrare le piene palpebre al cielo, leggerò le parole della buonanotte, provenienti dal cuore della poetessa dell'alba del terzo millennio.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda_merini
25/08/2009
Dopo la pubblicazione "Il poeta di Scampia" su "La Stampa", ho ricevuto non poche e-mail. E a tutti coloro che mi hanno scritto voglio urlare un GRAZIE enorme, soprattutto per aver condiviso la mia storia e la mia passione; un grazie enorme a coloro che hannoacquisito appieno il messaggio che voglio dare, già da quando, a otto anni, cercavo di imitare Eminem scrivendo poesie rimate. Un grazie particolare va a Flavia Amabile che mi ha saputo ascoltare, non facendosi persuadere dai messaggi di certi individui, i quali, attraverso un ragionamento nato dai loro pregiudizi, hanno seguito il filo logico di Gomorra, parlando a vuoto su Scampia, senza nemmeno vederla coi propri occhi, e quindi con quella che davvero può essere chiamata Realtà.


Immagine2Domani, alle ore 20.20, sarò intervistato in diretta a Radio Città Futura. La sequenza è FM 97.7, ma si può anche ascoltarla via streaming dal sito della radio che è www.radiocittafutura.it cliccando su "ON AIR ASCOLTA RCF". Cosa dirò? Non lo so. Ascolterò le domande, e darò le risposte.
25/08/2009
IMG364-01Rieccomi, sono tornato da queste vacanze un pò fastidiose, visto che dovevo aprire il libro di matematica e svolgere le espressioni che vedrò per la volta più decisiva all'esame che farò il 2 settembre. Splinder l'ho quasi abbandonato, accendo raramente il pc, e se lo accendo vado a divertirmi un pò su Facebook. Quest'estate, oltre alla matematica, ho letto I ragazzi del massacro di Scerbanenco, Margherita Dolcevita di Benni, e sto leggendo Canone inverso, questi ultimi due libri sono stati scelti dalla mia prof di italiano che ci ha assegnato due libri da leggere (e non chiedetemi l'autore di Canone inverso, perchè a stento lo sto leggendo, quel libro).La produzione non manca: sto pubblicando, su raccontimagnetici.splinder.com un "racconto a puntate" di genere rosa, dal titolo (provvisorio) "Storia di un'attesa", e intanto domani 25 luglio comprate "La Stampa", che Flavia Amabile (giornalista che ammiro tantissimo per i suoi articoli) ha scritto un articolo sul sottoscritto e sulla Scampia, sull'Altra Scampia, quella che, purtroppo, è ancora in penombra, ma desidera tanta luce, e solo chi conosce bene il quartiere può fecondare tanta luce, attraverso i propri pensieri, la propria arte, il proprio esprimersi. Alla prossima...
04/07/2008

Solamente cinque sono stati i Napoletani a toccare la bottiglia, quella del Premio Strega. La prima volta è toccata a Ennio Flaiano... poi a Raffaele La Capria, con il romanzo "Ferito a morte", edito da Bompiani, nel 1961, poi a Michele Prisco nel 1966 con "Una spirale di nebbia" (Rizzoli), poi a Domenico Rea nel '93, con "Ninfea Plebea" (Leonardo) e, infine, a Domenico Starnone, con "Via gemito" (Einaudi).

Ieri un altro napoletano, Ermanno Rea, è arrivato secondo con soli 50 punti di distanza dal primo, dal vincitore assoluto, Paolo Giordano, torinese, 26 anni...professione? Fisico. "La solitudine dei numeri primi" è il titolo del suo libro... un titolo bellissimo, attraente, poetico... protagonisti del romanzo due ragazzini. Quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Una storia sofferta, senza speranza, lucidissima sul dolore dei giovani d'oggi. Diverso tema invece per Ermanno Rea che, purtroppo, non è riuscito a vincere questo premio. "Mi sono proiettato in questo mondo che non conosco assolutamente perchè arrivo da cose assolutamente diverse in qualche modo".

Il primo video è il momento della premiazione, con una giuria presieduta da Niccolò Ammaniti, vincitore della precedente edizione del Premio Strega... il secondo video una semplice intervista all'autore emergente vincitore del Premio Strega 2008...

by emanuelecerullo | commenti (13) | commenti (13)(popup)
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21/06/2008


Making of:

 

Un'immensa soddisfazione quella di sentire cantare un rapper di Scampia. Pareva quasi assurdo riunire la musica classica con il rap, due mondi opposti, due pianeti a distanza di anni luce dal Sole della Musica. Una canzone a mio parere simbolica contro le mafie; cantata in napoletano, quella che Alberto Sordi, rivolgendosi a Troisi, definiva una lingua, non un dialetto. E, per me che amo e che faccio musica rap, non ho sentito il solito beat su cui, appunto, il rapper doveva cantarci sopra, ma degli strumenti musicali veri e propri, cosa che, nella musica rap, non si usa affatto. Degli strumenti forti, molto più forti di quelli astratti usati nei beats rap, che hanno dato più atmosfera e hanno dato più "fuoco" alla canzone. Ezio Bosso, l'orgoglio della Musica moderna (senza togliere nulla a Muti e agli altri compositori). Lucariello, l'orgoglio di questo quartiere mal compreso (senza togliere nulla ai cosang, ai fuossera e agli altri rapper della zona). Scampia deve farsi sentire...dobbiamo urlare con le nostre voci oneste per abbattere il duro Muro dell'Indifferenza...