header
Emanuele Cerullo - Blog ufficiale

About me

Biografia

Premi ricevuti

Contatta Emanuele

Contattami
Tuo Nome

Tua Email

Messaggio:

Commenti

Contatore visite

Su Facebook

Foto recenti

Vedi altri media

Categorie

Link amici

Banner exchange

Archivio

Credits

10/12/2009
Oggi, alle ore 17, andrò all'Auditorium a ritirare il premio come Eccellenza di Scampia. E' l'ottavo premio che ricevo. Domani, invece, un altro riconoscimento, in occasione del Festival del Libro e della Scrittura, a San Giuseppe Vesuviano. Ci tengo a dirvi una cosa importantissima: la pubblicazione del mio libro è stata rinviata a Gennaio, e la prima presentazione la farò a Scampia, con interventi di personaggi noti nel campo letterario e civile, ma non posso fare nomi fin quando non accettano di intervenire. Grazie per il sostegno e continuiamo a colorare mamma Scampia coi colori vivaci e giovanili! Di seguito una foto scattata ieri; io sono quello al centro, a sinistra e a destra due miei amici di liceo; quello a sinistra vuole fare il serio, e quello a destra vuole fare Mika!!

14544_1301392459717_1377614898_845935_2129822_n

02/11/2009
Alda è morta, pensateci bene: leggetela, capirete la vita come una casa blindata vista da fuori, crivellata di proiettili fatti di poesia, la sua. E vi limitate a chiamarla Malattia Mentale: è poesia.
Un mesetto fa, mentre rileggevo con ammirazione "Goccia nuda" - tra le mie preferite della Merini -, mi è venuta un'idea, passata per la mia mente come una cometa: ho fuso follemente il rap con la poesia della Merini. Cosa c'entra? Vi chiedereste. Per me, c'entra eccome: quale migliore canzone di "Ti regalerò una rosa" può rispecchiarla? E ora che è morta, questo vero e proprio desiderio cresce ancora di più. E spero tanto che si realizzi. Ho scritto delle cose per lei, su carta, appena le digito al pc le renderò pubbliche. Vado a dormire, ma prima di mostrare le piene palpebre al cielo, leggerò le parole della buonanotte, provenienti dal cuore della poetessa dell'alba del terzo millennio.

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

alda_merini

31/03/2009

Ritorno dopo un mese. Vi sono mancato? Beh, che dirvi, mi giustifico per questa assenza, la scuola mi tiene impegnato, anzi non mi aspettavo di andare così bene, di "guarire" quei debiti, e lo sto dimostrando attraverso i corsi di recupero pomeridiani scolastici (quello di matematica soprattutto, anche se 'ste scomposizioni in fattori devo capirle meglio). Per quanto riguarda le altre materie, recentemente in inglese ho preso sette, in italiano, due compiti: uno di epica (descrivere la società omerica) e un tema, e ho preso rispettivamente sette e mezzo e sette, in storia ho un secco sei, e non vedo l'ora di fare la storia del popolo romano - che nella storia antica è l'argomento che più mi appassiona -. In educazione fisica, ho frequentato degli allenamenti di pallavolo nella palestra del mio liceo e abbiamo partecipato ai campionati studenteschi di pallavolo, anche se non siamo passati alle fasi successive è stato comunque un grande passo per me essere scelto e giocare contro un'altra scuola. Per quanto riguarda la scrittura ho poco da dirvi: sto dedicando pochissimo tempo a questa attività, anche se l'idea del romanzo su Scampia ce l'ho ma la devo solo mettere su carta. Ieri ho scritto una poesia, che pubblico e condivido coi miei carissimi lettori che continuano a leggere il blog di uno Scampiese diverso, di un fiore nel deserto, che continua a sperare e a ringraziare tutti coloro che lo ascoltano.

Grazie a tutti...

 



 

VENTO

Porta via la mia carne
avvolgendo il mio sangue nel tuo corpo:
arrugginiscilo
nella tua corsa.
O Vento,
sono un essere
inumano:
non posso
Bere
l'Essenza
del mio essere.

E' andata via da me.

 

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (5)(popup) :::: commenti (5) :::: categoria : poesia, vita, mie poesie

21/06/2008


Making of:

 

Un'immensa soddisfazione quella di sentire cantare un rapper di Scampia. Pareva quasi assurdo riunire la musica classica con il rap, due mondi opposti, due pianeti a distanza di anni luce dal Sole della Musica. Una canzone a mio parere simbolica contro le mafie; cantata in napoletano, quella che Alberto Sordi, rivolgendosi a Troisi, definiva una lingua, non un dialetto. E, per me che amo e che faccio musica rap, non ho sentito il solito beat su cui, appunto, il rapper doveva cantarci sopra, ma degli strumenti musicali veri e propri, cosa che, nella musica rap, non si usa affatto. Degli strumenti forti, molto più forti di quelli astratti usati nei beats rap, che hanno dato più atmosfera e hanno dato più "fuoco" alla canzone. Ezio Bosso, l'orgoglio della Musica moderna (senza togliere nulla a Muti e agli altri compositori). Lucariello, l'orgoglio di questo quartiere mal compreso (senza togliere nulla ai cosang, ai fuossera e agli altri rapper della zona). Scampia deve farsi sentire...dobbiamo urlare con le nostre voci oneste per abbattere il duro Muro dell'Indifferenza...

14/04/2008
Oggi è una giornata limpida, un bel Sole e frammenti di nuvole trasparenti. Percorro la stessa strada come se dovessi andare a scuola, solo che adesso non ho né cartella né la fretta che mi assale. Cammino tranquillo sul marciapiede. Poi vedo "Totonno", quel vecchio che se ne sta giù alla baracca a parlare di politica e di chi votare per le elezioni,  invece di giocare a carte con i suoi compagni. Questa volta però non lo vedo impegnato a parlare, anzi sta proprio lontano da quella baracca, è anche lui sul marciapiede, e prima di stringergli la mano in segno di saluto, mi accorgo della sua faccia confusa. Si guarda attorno attonito, non tiene più le mani in tasca come fa sempre, è bloccato, come se tanta gente lo stesse chiamando e non sapesse a chi rispondere. Attonito è anche il suo sguardo che mi scruta - Buongiorno Totò - gli dico con tanto di risata mentre gli stringo la mano. -Buongiorno guagliò…” mi dice. Poi un’inaspettata attesa. Qualcosa non quadra: troppe macchine che tornano, troppa gente che gesticola, il ritmo urbano sembra alterato.
-Che devi andare nel mercato? - mi dice Totonno mentre lascia la mia mano -Sì – gli rispondo – queste vacanze scolastiche ci volevano proprio-.  Ma continuavo a non vederci chiaro. "Come mai Totonno non è sotto la baracca? Come mai c’è troppo movimento in strada?... e come mai Totonno non mi risponde come mi ha sempre risposto?" Non so quando potrò avere delle risposte a queste mie domande… poi mi dice: -Non andarci-  e, con un aspetto pienamente angoscioso, mi mostra con la mano il mercato rionale, indica le tante auto che  tornano da quella parte che spesso è stata abbandonata. Questa volta divento caldo… ma non caldo per il Sole , anzi escludo questa ipotesi visto che alle nove e trenta di mattina c’è un vento ancora freddo, ma caldo per l’ansia, per i tanti dubbi. Guardo anche io laggiù, nei pressi del mercato rionale che si svolge ogni venerdì. Poi rimetto di nuovo lo sguardo sul vecchio.
-Totò, ma ch’è successo?-  gli chiedo con curiosità. Glielo chiedo nel momento in cui decido finalmente di frantumare l’attesa.
-Due morti. Al mercato…-  mi dice sbalordito.
-Come? Nel Mercato?-  gli chiedo facendogli capire di non aver compreso  quello che intendeva dire.
-Non lo so. Ci sta la polizia; mi pare che proprio dal lato del giornalaio non si può - Lo interrompo immediatamente, questa volta con un po’ di paura. 
-Eh… ma io proprio dal giornalaio… dovrei passare da lì”.
Ad un tratto la faccia di Totonno diventa scura.  -Non lo so… è successo tutto poco tempo fa… bho, chiedi a qualcun’altra persona… e se devi passare da lì continua ad andare dritto, poi giri a destra e, anche se il percorso è più lungo, arrivi dal giornalaio -.
Scendo dal marciapiede, poi salgo su quell’altro, dove ci sta la baracca… perfino i soliti giocatori di Briscola ultra cinquant’enni volgono lo sguardo verso il mercato non prima di aver contemplato le proprie carte. Tre signore alquanto anziane attendono con delle buste della spesa tra le mani il pullman. Mugugnano frasi del tipo “Ma che peccato”, oppure “Forse era un tossicodipendente che guidava”, o ancora peggio, “Li ha sbattuti per aria... mamma mia, e tu pensa che lo teneva per mano”.
Le tre facce disperate continuano a discutere. Mi restano due possibilità: o faccio come mi ha detto Totonno, cioè che continuo ad andare dritto, o giro semplicemente a destra, da cui tantissime macchine, una dietro l’altra, tornano per essere parcheggiate da qualche altra parte. Decido di girare a destra. Il tragitto è più breve, una quarantina di metri e sto dove inizia il mercato. Certo che non ci vedo poi tanto caos; solo le macchine, tante macchine. Gli autisti hanno delle facce  confuse, tristi, sbalordite, di certo non felici. Poi vedo il fruttivendolo, quello sotto casa mia… ora funge inspiegabilmente da parcheggiatore di auto. Ma cosa ci fa lui qui? A una distanza di un chilometro dal suo negozio ortofrutticolo?
-Ma cos’è successo?-.  
Lui mi risponde prontamente, con dolore e nervosismo:  -Hanno investito mamma e figlio, circa trenta minuti fa -.
Ineffabile.
Rifaccio un flashback mentale enorme, pensando a quel dialogo tra le tre signore sedute alla fermata del pullman. Continuo a camminare, se vado leggermente a destra mi trovo nel mercato, invece… devo passare dal giornalaio, quindi non mi resta altro che attraversare la strada. Ci sono macchine che vengono e vanno via veloci,  poi vedo una striscia, una di quelle che mette la polizia che segna, come confine di passaggio, il luogo del delitto. Tanta, tantissima gente. Il suono dell’ambulanza. La gente che si lamenta, venditori ambulanti con il cellulare tra le mani. Non voglio farlo di proposito, ma purtroppo devo passare da lì; perfino sotto gli alberi c'è tanta gente: cammino lentamente. Tutte facce sconvolte. Poi riesco a vedere un corpo a terra, le braccia stese, che sono le uniche cose scoperte dal velo blu che copre la persona morta. Vedo un mio amico, e senza dirgli una parole mi viene incontro e mi dice: -Ma tu hai capito?! Mamma e figlio li hanno investiti… non possiamo attraversare questa strada che c’è sempre un idiota che ci sbatte per aria-. Resto fermo ad ascoltarlo
-Il figlio ha più o meno la nostra stessa età. Guarda lì, lo teneva stretto per mano e ora si ritrovano morti a venti metri di distanza”. 
Sbalordito.
Anche se quelle parole le avevo già sentite ora rimango sbalordito anche dalla visione, dall’immensa distanza dei due corpi. Pezzi di vita gettati: la scarpa del bambino tra le aiuole, la borsa di lei sotto il marciapiede… sono le dieci meno venti, sto fuori dal giornalaio, l’appuntamento con il mio amico era qui, anzi, lui aveva detto che era per le dieci ma di solito viene sempre prima (non so chi porterà il pallone per giocare, di certo non devo portarlo io). Ma continuo a scrutare gli sguardi della tanta gente sbigottita che guarda quei due individui gettati sull’asfalto infuocato, di una terra ingiusta e spesso apatica. Eccolo, Paolo, lo saluto, non sa cos’è successo, gli spiego tutto rapidamente, poi andiamo a giocare. Mi inginocchio e poso anche io due rose ad Angela e al piccolo Umberto, portati via da un quarantenne invalido al 100%, epilettico e che soffre di apnea notturna… tutti lo conoscono, aveva già investito altra gente, e tutti si chiedevano come mai stesse ancora al volante di una FIAT grigia, con una patente ritirata due mesi prima, che ora è completamente distrutta, come distrutte sono queste due vite, il cui sangue si è fermato a circondare una delle tante pietre d’asfalto… un asfalto che sanguina… non ci vogliono di certo i pompieri per toglierne le tracce. E ora anche il Sole è più cocente… ma non basta a cancellarne le tracce, anzi… semmai le dovesse occultare, l’asfalto continuerà a emettere sangue più cocente del Sole; è il sangue umano del ricordo… la pietra del dolore può essere tranquillamente calciata da ogni scarpa.
 
Emanuele Cerullo
 
Ad Angela De Rosa e al piccolo Umberto.

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (1)(popup) :::: commenti (1) :::: categoria : poesia, messaggi, napoli, miei racconti

04/04/2008
Quei due gli coprono quella poca luce che gli era rimasta per vedere qualcosa di più chiaro… così lo massacrano… quando l’inerme comincia a sgolarsi e a chiedere aiuto, i due gli dicono le ultime parole
- Così vediamo se continuerai a parlare… non vogliamo sentirti più… ti abbiamo ignorato già per troppo…
Il ragazzo riesce a stento a prendere il suo libro, lo apre e fa esalare il sapore dei suoi pensieri, sciogliendo quelle minacce come cera… poi si alza guarito… ascolta il vento che gli passa per le orecchie, si gira indietro… quei frammenti di cera sono stati portati via dalla brezza…
 
Emanuele Cerullo
A Peppino Impastato e a tutti coloro che sono stati uccisi dalla mafia per il proprio impegno sociale.

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (3)(popup) :::: commenti (3) :::: categoria : poesia, miei frammenti, miei raccontini

11/02/2008

 donna_in_maschera_beve

Oggi Piazza San Marco è ancora più bella degli altri giorni. Tutti in maschera, vestiti da illuministi. Siamo tornati trecento anni indietro con la moda; ma c’è un’attrazione che mi trafigge all’improvviso, anzi c’è qualcosa che mi spinge a guardare lei, in maschera dorata, con degli occhi stupendi e delle labbra rosse e carnose… va al Bar, siede in uno dei tanti tavoli, ascolta apparentemente la musica del violinista e mi guarda facendomi rombare le orecchie e spezzare la lingua… così mi siedo al tavolo, in un tavolo alquanto distante dal suo… non ascolto la musica, sto girato verso lei, che guarda il violinista e lentamente va a intrecciare il suo sguardo con il mio, in modo così effimero, effimero ma che ne rimane l’orma. Il Violinista finisce di suonare, ella lo applaude e poi mi guarda, staccando il suo sguardo dal mio nel giro di pochi secondi. Si alza e va nel Bar… la vedo bere, e mentre entro nel Bar, finisce di bere e se ne va incrociandoci i nostri sguardi. Lei che va via, mi ha rimasto solo la sua aria, il suo profumo stupendo; poi s’incammina verso tutto il perimetro della piazza. Si ferma e parla con un’amica, mi guarda sott’occhio, mi regala un sorriso persuadente, quel suo sorriso è come se avesse emesso un suono, come se mi avesse chiamato… continua a camminare per la piazza ricca di feste in corso con l’amica, come al solito gira la sua testa e pensa continuamente che la stessi seguendo… l’amica se ne va, viene corteggiata da un uomo, anche lui in maschera, come tutti. Lei ora cammina molto più lentamente, è sotto la Torre dell’Orologio, si ferma… e mi fermo anche io… con lo sfondo di tanto casino, di tanti suoni e di tante coppie, riesco solamente a percepire il suo sguardo, mi avvicino a lei, la guardo prima negli occhi, poi le sue labbra intense. Mentre la guardo, prendo la sua mano e la faccio intrecciare con la mia, sfioro con le mie dita i suoi capelli, poi la accarezzo sul suo viso, i miei polpastrelli toccano il suo vestito chiaro, scorro la mia mano sul suo corpo, lentamente, lei mi mostra le piene palpebre, con l’altra mano mi accarezza il viso… e le mie labbra toccano le sue, le nostre lingue s’ingarbugliano…  ora siamo distratti da ogni cosa che succede dall’esterno.

Emanuele Cerullo

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (3)(popup) :::: commenti (3) :::: categoria : poesia, miei racconti

04/02/2008

Che canzone!...

 Girano voci che il mio blog è sempre più abbandonato... ahimè, il blog è mio e continuerò a metterci delle mie emozioni, dei miei pensieri. Se poi non deciderete di non visitarlo più per un motivo banale o quel che sia, arrivederci e grazie. :)

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (2)(popup) :::: commenti (2) :::: categoria : musica, poesia, vita, messaggi, liceo scientifico, mie riflessioni, scampia

12/01/2008

 

PERCY BYSSHE SHELLEY:

TOMORROW Where art thou, beloved Tomorrow?
When young and old, and strong and weak,
Rich and poor, through joy & sorrow,
Thy sweet smiles we ever seek -
In thy place
We find the thing we fled - Today
DOMANI

Dove sei tu, amato
Domani ? Da giovani e da
vecchi, forti e deboli, ricchi
e poveri, attraverso gioia e pena
sempre cerchiamo i dolci tuoi
sorrisi. Ma al tuo posto noi
troviamo quello che abbiamo
fuggito, l'oggi.


Trad. G.Conte

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (3)(popup) :::: commenti (3) :::: categoria : citazioni, poesia, vita

27/12/2007

Due poesie di NubeOpaca, tra cui una che ha dedicato a me... grazie Nube!

 

"IL MIO RIFUGIO" - NubeOpaca -

Questo è il mio rifugio.

Quando mi mettono il mondo contro,

assumono a me tutte le responsabilità,

quando mi accusano di ogni cosa,

chiudo la porta ed entro

nel mio rifugio.

Così indipendente... nell'aria non ha

nè la puzza struggente di sigaretta

e nemmeno le parole gettate al vento...

 

qui si medita solo... si medita intensamente... e tento

di ribellarmi... ma tento invano...

qui le poche parole si concentrano sotto il soffitto,

e quando la sera spengo la luce

e chiudo la porta

esse cadono sulla scrivania

e si sciolgono

sul foglio.

 

"SOLITUDINE EFFIMERA" - NubeOpaca (poesia dedicata al mio amico Emanuele Cerullo) -

Ci sono dei momenti

di cui

mi colpisce la solitudine effimera...

mi colpisce perchè penso che non posso averla,

non posso ottenerla,

mi manca...

mi sento un perdente...

e allora voglio chiedermi cose non ho

o non posso avere

per ottenerla,

cosa?...

La mente mi detta le prime parole,

mi dice che sono insicuro, ma ho tutte le armi per averla ...

ma è questa testarda insicurezza che mi blocca

e che varca la voce di ogni organo mentale...

e allora ditemi voi cosa non ho per conquistarla...

c'è una parte buia del mio essere che non vuole la luce,

altri frammenti del mio essere sono usciti allo scoperto, ma queste

non sono le armi per conquistarla...

e allora ditemi voi come posso sconfiggere

l'insicurezza...

ma questa solitudine è effimera!

Quindi vuol dire che c'è qualcosa

che la rende effimera...

e allora ditemi voi

cosa...

 

 

 

permalink ::::: Grazie per i vostri commenti (2)(popup) :::: commenti (2) :::: categoria : citazioni, poesia