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Vi incollo qui alcuni video che riguardano la nostra situazione politica ma soprattutto dell'emergenza rifiuti qui a Napoli... il primo è uno sketch tratto da "Due comici in Paradiso" con Biagio Izzo. Il secondo invece è un video in chiave ironica della situazione italiana attuale, con una canzone napoletana di cui ho messo anche la traduzione sotto al video ma vale la pena prima vedere SOLO il video e poi magari dopo rivederlo leggendo la traduzione. Alla fine ci ho messo una rappresentazione magnifica su Napoli, una frase tratta da "Napul'è" di Pino Daniele.
Il Testo della Canzone in Lingua Italiana:
Zoccole Zoccole Zoccole a migliaia
ne nascono cento per ognuna che ne muore
Zoccole Zoccole Zoccole pelose
che vanno rosicando qualsiasi cosa
e lasciale rosicare...
Zoccole zoccoloni e zoccolelle
ma certi pezzi di zoccole sono belle
Zoccole Zoccole fanno sempre figli
ma anche i figli delle zoccole sono figli
e non vogliono morire (lasciare il posto)
e non vogliono morire (lasciare il posto)
Zoccole Zoccole Zoccole affamate
che per continuare a vivere si sono organizzate
Zoccole Zoccole Zoccole felici
perchè tra loro le zoccole sono amiche
e non si lasciano fregare
Zoccole Zoccole non le vuole nessuno
la gente le elimina uno ad uno
Zoccole Zoccole Zoccole sono tante
e vivono a dispetto di tutti.
e non vogliono morire (lasciare il posto)
e non vogliono morire (lasciare il posto)
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Mi è venuta un'improvvisa voglia di scrivere in dialetto... è il primo scritto mio in napoletano E SU NAPOLI... non so, non so se definirla una poesia, una riflessione, uno scritto satirico o semplicemente un racconto in versi... per i lettori e per coloro che non conoscono il dialetto napoletano l'ho accuratamente tradotto (la traduzione segue dopo la versione in napoletano)... eccovi la poesia:
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Il testo della canzone:
In Italia c’è lavoro in qualche punto nero - capita:
ogni volo che finisce sotto a un telo irrita, noi che
qui pure Peppone sa il Vangelo e lo agita, un po’ si
esagita, dopo un po’ si sventola: senti un po’ che
caldo fa… Afa tutto l’anno - più brevemente
“affanno” - non sanno a quale conclusione non
Approderanno. Noi l’Italia siamo e non la stiam
Rappresentando: ciurma! Ai posti di comando!!
Mettiamo al bando i vertici politici con tutti i loro
Complici, amici degli amici di chi ha svuotato i
Conti: incassano tangenti celandosi le fonti e han
Cappucci e cornetti sulle fronti.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
Troppi furbetti nel nostro quartierino e tutti ci
intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette
nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi del
vicino: ragazzi che casino! Senza via di
scampo, chiusi dentro al plastico di quel villino ci è
venuto un crampo, siamo titolari confinati a bordo
campo, ci fan pagare l’acqua più salata dello
shampoo. Boh? Magari mi sbaglio, ma vedo tutti
quanti allo sbaraglio, meglio darci un taglio… Figli
mai usciti dal travaglio: qui da masticare non ci
resta che il bavaglio.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
L’Italia, non lo sai, ha problemi araldici: i baroni
sono pochi e han troppi conti per dei medici. Poi
ha problemi etici, politici, geografici, geologici, ma
i peggio restan quelli genealogici… Visto che la
base del sistema è la clientela e siamo separati
da 6 gradi sì, ma di parentela, maglie di una
ragnatela a forma di stivale, tutti collegati in linea
collaterale come un’unica famiglia in un immenso
psicodramma: sta bravo che altrimenti piange
mamma. Cambio di programma: annulliamo la
rivolta. Abbiamo una famiglia e non dev’essere
coinvolta…
Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in
Televisione… chi c’è andato che delusione! Era
chiuso anche il portone.
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Per la prima volta ho messo piede al "Teatro Sannazaro". Un'esperienza incredibile. L'Amico Paolo Santanelli, quando mi ha chiamato, ho subito tirato un sospiro di sollievo, preso il microfono... poi non sapevo cosa fare, ero un po' confuso, sono salito sul palco, mi sono seduto e ho letto "Scampia"... volete sapere l'unica cosa "brutta" di quel momento? E' stata quella della mia videocamera che non si accendeva (Proprio in quel momento!, è sempre funzionata!), così mio fratello mentre cercava di accendere la videocamera, di cambiarvi le pile, ha preso il suo cellulare e, purtroppo, è riuscito a filmare gli ultimi secondi della lettura della mia poesia. Certo, io l'ho sempre detto, quando sto sul palco provo un'emozione veramente indescrivibile. Tanta gente che mi guarda, che mi ascolta... specie se viene chiamato il proprio nome, di una vincita di un premio, di una sorta di citazione o di una semplicissima lettura... sto seduto di fianco a Giuseppe Marasco, uno dei tre promotori dell'iniziativa "Chiaia per Napoli", il microfono nero senza fili è sulla mia mano destra, la mia gola, come sempre, è secca, il mio cuore, come sempre, batte più del normale. Qualcuno mi dice che quando leggo o semplicemente quando mi trovo sul palco devo pensare solo a quello che devo fare, il resto non conta molto. Io questo l'ho fatto, anzi, concentravo gli occhi sul mio opuscolo, ma sottocchi c'era sempre quel pubblico che mi contemplava. Poi, finisco, dico "GRAZIE" con un mio sorriso, Paolo si alza per stringermi la mano, "COMPLIMENTI" - "GRAZIE"... ("grazie"... chissà quante volte l'avrò detta questa parola nel giro di tre ore!) Poi, gli altri interventi, scusatemi se lo dico, ma sono risultati a me personalmente "simpatici"... anzi, sotto uno sfondo politico e sociale... un ingegniere, un avvocato, un giornalista, il direttore di una rivista... e un architetto... incredibile... quest'ultimo mi è apparso personalmente una persona molto "grintosa"
Non si arrendeva! Dopo il suo intervento continuava ad opporsi a quelli degli altri (!), urlava senza microfono, "protestava"... e la cosa che più mi ha fatto onore è stata quella che, alla conclusione dell'incontro per la presentazione ufficiale del "Movimento Società Civile" l'architetto è venuto a darmi dei complimenti e degli "In bocca al lupo"... tantissimi complimenti (La cui risposta era un mio timido grazie), tantissimi auguri (La cui risposta era un mio timido grazie), tantissimi "in bocca al lupo" (La cui risposta era, com'è ovvio, un mio CREPI). Eccovi il video, 39 secondi, dispiace a tutti, soprattutto a me, che quella maledetta videocamera non si è accesa proprio in quel momento... però, godetevi l'applauso
.
Mi piace questo movimento. Le loro intenzioni, i loro scopi... non ignorare quello che la vera società mostra. L'emergenza rifiuti e altri problemi sociali non vanno assolutamente ignorati. Anzi bisogna prendere l'evidenziatore, marcare il più possibile questi problemi, tanto da cancellarli.
ECCOVI LA POESIA CHE HO LETTO STAMATTINA AL "TEATRO SANNAZARO" DI VIA CHIAIA, A NAPOLI:
Emanuele Cerullo
Questa poesia fu pubblicata per la prima volta sul giornale "A testa alta", poi dopo alcuni mesi la mia ex scuola pubblicò questo opuscolo contenente appunto anche questa poesia, poi è stata pubblicata anche su Fuga di Notizie, che è il mensile ufficiale del quartiere Scampia, e fuoricentroscampia, quindicianel online diretto dal prof. Ernesto Mostardi. Ed è stata anche letta al "Teatro Sannazaro"... e su questo ci tengo a ringraziare Paolo Santanelli anche perchè, se non era per lui, oggi non avevo letto nessuna poesia. Grazie ancora.
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