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04/07/2008

Solamente cinque sono stati i Napoletani a toccare la bottiglia, quella del Premio Strega. La prima volta è toccata a Ennio Flaiano... poi a Raffaele La Capria, con il romanzo "Ferito a morte", edito da Bompiani, nel 1961, poi a Michele Prisco nel 1966 con "Una spirale di nebbia" (Rizzoli), poi a Domenico Rea nel '93, con "Ninfea Plebea" (Leonardo) e, infine, a Domenico Starnone, con "Via gemito" (Einaudi).

Ieri un altro napoletano, Ermanno Rea, è arrivato secondo con soli 50 punti di distanza dal primo, dal vincitore assoluto, Paolo Giordano, torinese, 26 anni...professione? Fisico. "La solitudine dei numeri primi" è il titolo del suo libro... un titolo bellissimo, attraente, poetico... protagonisti del romanzo due ragazzini. Quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Una storia sofferta, senza speranza, lucidissima sul dolore dei giovani d'oggi. Diverso tema invece per Ermanno Rea che, purtroppo, non è riuscito a vincere questo premio. "Mi sono proiettato in questo mondo che non conosco assolutamente perchè arrivo da cose assolutamente diverse in qualche modo".

Il primo video è il momento della premiazione, con una giuria presieduta da Niccolò Ammaniti, vincitore della precedente edizione del Premio Strega... il secondo video una semplice intervista all'autore emergente vincitore del Premio Strega 2008...

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